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PETIZIONE/ Ridateci l’Europa che vogliamo

La sentenza contro il crocifisso nelle aulee scolastiche ha lasciato un segno profondo nel cuore della gente, ferita nella propria identità da una falsa giustizia. Cristiana Muscardini e Mario Mauro, del Pdl, e David Sassoli, del Pd, lanciano una petizione per chiedere alla Corte che la cultura e l'identità dell'Europa siano rispettate. LEGGI IL TESTO DELLA PETIZIONE

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La petizione qui pubblicata va stampata, diffusa, propagandata, firmata, spedita.

Amata, soprattutto amata. C’è dentro il respiro dell’Europa così com’è stata pensata dai suoi fondatori: un respiro oggi soffocato da un’istanza europea che fa torto proprio alla sua origine, come un figlio che uccida la madre. Senza quella croce non ci sarebbero né diritti umani, né Europa.

La petizione allora rappresenta il modo più semplice, chiaro, forte per far valere le ragioni della nostra libera volontà. Qualche volta il popolo ha diritto di ribellarsi, fa parte anche questo dei diritti umani. E la petizione è il modo più civile, ma non si sottovaluti alla lunga questo primato dato alle burocrazie rispetto alla volontà della gente.

Quando ci si ribella persino alle Alte Corti? Accade quando si sente conculcata la propria anima da un potere sentito come estraneo. È il nostro caso. La citata decisione della Corte europea dei diritti umani, che ha multato l’Italia perché espone i crocifissi sulle pareti delle aule scolastiche, pretende di estirpare dal petto la fotografia di chi ci è caro, il più caro di tutti. E lo fa in nome della giustizia, come nel nome della giustizia quel Tale fu messo in croce.

Un’assurdità che pretende di avere il sigillo della legalità più alta.

Per questo Cristiana Muscardini e Mario Mauro, del Pdl, e David Sassoli, del Pd, lanciano la petizione popolare perché sia restituito al popolo il diritto di essere se stesso, di poter scegliere i simboli in cui riconosce se stesso e la propria storia. I due eurodeputati hanno preso questa iniziativa dal luogo decisivo dell’Europa unita, là dove l’ideale europeo di democrazia ha i suoi rappresentanti eletti dai cittadini dei 27 Paesi. Non c’è bisogno di disquisizioni sottili. La petizione ha una eloquenza che non va addolcita o interpretata.


COMMENTI
29/11/2009 - Herman Van Rompuy (corrado mazzuzi)

Herman Van Rompuy cattolico, moderato, atlantista, dicono che ami proclamare in pubblico la propria ispirazione alla dottrina sociale della Chiesa. Ce n’è quanto basta per suscitare i facili entusiasmi dei cattolici di casa nostra. Tuttavia, secondo le indiscrezioni apparse sulla stampa belga, in particolare sul quotidiano De Tijd (poi riprese anche dal Times di Londra), la decisione di nominarlo presidente permanete della nuova Unione europea è stata presa la sera del 12 novembre in una cena a porte chiuse nel Castello di Hertoginnedal, alle porte di Bruxelles. A organizzare la cena, cui ha partecipato lo stesso Van Rompuy, il famoso Bilderberg Club: il più potente, riservato e discusso organo decisionale privato del mondo che dal 1954 riunisce i vertici politici, finanziari, industriali, militari e mediatici dei paesi occidentali. Era presente, ovvio, Henry Kissinger. Van Rompuy è stato presentato e garantito dal visconte Etienne Davignon, uno dei fondatori del Bilderberg, potente e discretissima figura del potere a Bruxelles, che è stato vice-commissario europeo negli anni ’80. Van Rompuy, nonostante il suo apparente basso profilo, come da molti è stato detto, è da tempo un frequentatore sia del Bilderberg Club che della Commissione Trilaterale, altro potente organismo sovranazionale fondato e presieduto da David Rockefeller. Ce n'é quanto basta per essere preoccupati. Ma, ciò che ulteriormente preoccupa è che di queste cose ben pochi ne parlino...non pigliamoci per...

 
14/11/2009 - L'Unione europea non c'entra nulla! (Piero Graglia)

la recente sentenza sull'esposizione del crocefisso a scuola non ha nulla a che vedere con l'Unione europea. La Corte europea dei diritti dell'uomo è un'emanazione del Consiglio d'Europa, istituzione creata nel 1948, quindi ben prima della nascita della prima comunità che, come tutti sanno o dovrebbero sapere, è la Comunità europea del carbone e dell'acciaio nata nel 1951. La Cee è sorta nel 1957, e l'Unione europea è del 1992. Forse è stata confusa la Corte europea dei diritti dell'uomo con la Corte di giustizia dell'Unione europea, che ha sede al Lussemburgo... In ogni caso, l'approssimazione e la faciloneria con la quale si è creduto di incolpare l'UE per una sentenza, sicuramente discutibile e opinabile, è segno del fatto che, se forse siamo credenti e cattolici, siamo pessimi cittadini europei. Non sappiamo che cosa sta scritto sulla carta dei diritti dell'Unione europea e, pur non essendo informati, sbraitiamo sulla mancanza di un riferimento alle radici cristiane - che nella carta dei diritti è evidente. Non sappiamo nulla delle istituzioni europee e confondiamo fischi con fiaschi, indignandoci a casaccio e, soprattutto, verso i soggetti sbagliati. Tutto questo è assurdo e sciocco. Ci comportiamo come bambini isterici e ignoranti e non facciamo nulla per diventare adulti.

RISPOSTA:

Non capiamo francamente la sua invettiva. Per quanto ci riguarda, già l’editoriale di Mario Mauro del 4/11 specificava nelle sue prime righe che il Consiglio d’Europa non è una istituzione dell’UE, cosa ribadita il giorno dopo nell’articolo di Souad Sbai. Rimane il fatto che il Consiglio d’Europa + una istituzione europea, visto che l’Europa non si esaurisce con l’Ue, anzi è l’istituzione più vecchia, come sottolinea lo stesso Graglia, e la più estesa, contando 47 Stati membri contro i 27 dell’UE, che sono tutti colpiti dalle sue sentenze e il cui orientamento risulta ben chiaro nell’articolo di Cartabia e Carozza. A chi dovrebbe essere quindi imputata la sentenza se non all’Europa, visto che nel Consiglio sono rappresentati tutti gli Stati europei tranne un paio. Così si rischia confusione con l’UE? L’Unione Europea ha una strada molto semplice per evitarla: prenda ufficialmente le distanze da questa sentenza. Per ora, ci sembra che vi sia solo la dichiarazione del portavoce del Commissario alla Giustizia citata nell’articolo di Sbai. Circa le radici cristiane, crediamo difficile negare che l’Unione Europea ne rifiutò l’esplicito richiamo nel Preambolo della sua Costituzione.

 
12/11/2009 - Il Crocifisso e noi Cristiani (Enzo Bezzi)

Sono d'accordo con l'iniziativa della petizione da parte dei nostri Parlamentari Europei i quali si sono attivati per far sentire la nostra voce di cristiani. L'Europa si è costruita e fatta con l'azione dei monaci cristiani. Non si basa sul nulla, non è cresciuta dal nulla ma dall'azione dei cristiani che hanno costruito chiese, ospedali, monasteri e quindi luoghi dove far crescere l'uomo offrendogli istruzione, lavoro,educazione, cultura, dignità. Il Crocifisso è anche il segno di questa umanità che oggi tanti vorrebbero far cadere nel nichilismo più profondo. I cristiani ci sono eccome e non sarà una Corte europea a cancellarli dalla realtà abolendo i crocifissi. Certamente noi dobbiamo essere noi stessi, è una sfida!... ma anche i cristiani hanno diritto di vivere, avere uno spazio pubblico, agire tra gli altri uomini... per i tanto decantati diritti umani (dalla bocca di tutti). ...Ma vorrei saper a quale indirizzo inviare la petizione con le firme raccolte.grazie

 
12/11/2009 - Io voglio un'Europa cristiana. (claudia mazzola)

Ebbene sì, sono un integralista cattolica perchè ho atteso il Papa a Brescia, vado a messa, dico il rosario, vado al santuario, ho il crocifisso a casa, in macchina, in ufficio, perchè tutto questo mi fa vivere con gratitudine. Certo per l'EU meglio togliersi il Crocifisso di dosso così non hanno nessuno da ringraziare.

 
12/11/2009 - Caro Griziotti, è il crocifisso la vera bandiera (Marco Voli)

Sì la vera bandiera italiana ed Europea è il crocifisso, perché senza di Lui, caro Griziotti, neppure parlare di "principi di giustizia che non siano partigiani", non si può neppure parlare di distinzione tra "Cesare" e "Dio", cioè di Stato Laico. Né di diritti della persona, né condannare la schiavitù, né di diritti dei lavoratori, cura degli infermi, rispetto per i carcerati, di procedure giuridiche a tutela degli indagati, educazione pubblica, tolleranza, assistenza ai poveri e ai pellegrini (diciamo migranti?).... Questa ridicola follia di deficienti invasati da ideologico delirio di onnipotenza sono nominati da un manipolo di loro pari e non espressione "democratica", come del resto lo sono i colori massonici delle bandiera italiana. Il crocifisso invece è il fondamento storico di tutto quanto consideriamo buono nella società occidentale, negare ospitalità e valore pubblico al simbolo della sua origine, significa disconoscere il valore stesso ciò che consideriamo un bene, negandone fondamento e origine (anche i socialisti ammettevano che Gesù fu il primo di loro). Non è vero che quei valori si sostengono senza quell'origine, e se quello è "il simbolo di UNA religione" oltre che *nei fatti* dell'Europa, mi dispiace per coloro che per ignoranza o livore ideologico lo vogliono negare. Ma dimostrano solo altrettanta intelligenza di chi volesse negare la Meccanica Quantistica perché è UNA teoria, nonostante la dimostrata fruttuosità che ha consentito nel manipolare la realtà.

 
12/11/2009 - Qual è il fondamento della Legge? (Francesco Giuseppe Pianori)

In matematica dato un assioma si deduce per processi logici un teorema ed una dimostrazione coerente. Es. la geometria euclidea. Esistono altre geometrie, addirittura più vicine alla realtà dei fatti. Qual'è l'assioma in questo caso? Qual è il fondamento giuridico, che conduce per coerenza giuridica interna alla sentenza giuridicamente ineccepibile della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, secondo l'osservazione della Prof.ssa Francesca Rigotti? Per i Romani era chiaro, al punto che tutta la legislazione occidentale successiva si è formata su questa base. Eppure loro stesso dicevano "summum ius summa iniuria" cioé nemmeno la Legge basta a se stessa per garantire la giustizia fra gli uomini. Ad esempio: se si pone a fondamento la diversità ontologica fra uomo e donna, con la relativa subordinazione di quest'ultima a quello, ne consegue coerentemente tutta la legislazione islamica, contro la quale non mi risulta un'analoga sentenza dell'Alta Corte per i Diritti dell'Uomo. Questo anche per cercare di rispondere all'osservazione del Sig. Graziotti Basevi su quali siano, a suo parere, i "principi di giustizia che non siano partigiani". Grazie

 
12/11/2009 - petizione (stefano cicardi)

firmo la petizione, perché la sentenza é assurda, perché é una sentenza "ad personam" se al contario io o un'altra persona avesse chiesto l'esatto contrario, ovvero esporre il crocefisso dove non é esposto come sarebbe stata la sentenza???? grazie per il vostro lavoro e vostri articoli "di parte"

 
12/11/2009 - A proposito della sentenza di Strasburgo. (Carla D'Agostino Ungaretti)

Sull'Unità dell'11 novembre la Prof.ssa Francesca Rigotti dell'Università di Lugano sostiene la fondatezza giuridica della sentenza di Strasburgo. Molto interessante, ma non entro nel merito del problema perché strettamente tecnico. Vorrei solo che qualcuno mi chiarisse, dal punto di vista strettamente logico (se ci si può riuscire) che cosa alligna nella mente dei giudici. Se la famiglia che ha promosso la causa in questione si sente offesa da quell'oggetto appeso al muro, fatto generalmente di legno e di metallo(perché, essendo atei, per loro solo di questo si tratta) quanto maggiormente deve sentirsi offesa alla vista delle grandi cattedrali europee, e quanto devono soffrire i suoi membri quando devono apporre una data che ricorda loro, 2009 anni fa, la nascita di quel Dio incarnato nel quale essi non credono! Allora dobbiamo distruggere tutte le chiese d'Europa e tutta l'arte europea, dobbiamo inventare una nuova numerazione degli anni per usare un riguardo agli atei e a tutti quelli che si vogliono "sbattezzare"? Va bene che "summum ius summa iniuria", ma non hanno pensato i giudici di Strasburgo alle conseguenze logiche (e ridicole) della loro stupida sentenza? E io che li credevo persone intelligenti...

 
12/11/2009 - L'Europa deve essere libera. (FRANCO GRIZIOTTI BASEVI)

Non sono affatto d'accordo con quanto lei scrive e intende. Non sono un fanatico né religioso né ateo, ma sarà il caso che s'incomincino a stabilire dei principi di giustizia che non siano partigiani, come lo sono i suoi. State strillando tantissimo per questa sentenza che ristabilisce ciò che esisteva un tempo: l'assenza del crocifisso dalle aule scolastiche e dai luoghi pubblici. Mettiamo le bandiere italiana ed europea in TUTTI i luoghi pubblici: questo sì che ci darà finalmente l'Europa perché aiuterà ad insegnare a tutti che siamo ITALIANI ed EUROPEI. Il senso dell'europa non è di certo in un crocefisso che è e rimane il simbolo di UNA religione e non è vero che è il simbolo dell'Europa.