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LEGGE CACCIA/ Anche Checov ringrazia il senso di responsabilità della politica

Caccia_DivietoR375.jpg(Foto)

E un ambientalista come Ermete Realacci, un democratico che appartiene all’Intergruppo della Sussidiarietà e responsabile di green economy, ha commentato: “Il Parlamento ha corretto una pericolosa deriva che voleva la caccia fuori dalle regole. È un risultato positivo, dopo un dibattito aspro e franco: non sarebbe stato possibile raggiungerlo senza la sensibilità dimostrata da un gruppo di parlamentari della maggioranza nei confronti dei temi ambientali. Ora basta con i colpi di mano della minoranza estremista che, contro il volere della maggior parte degli italiani, pretendeva di dare il via libera alla caccia senza freni”.

 

In aula sono intervenuto anch’io. Trascrivo il mio intervento solo perché non è tanto mio quanto di un grande scrittore russo: «Signor Presidente, un brano di Anton Cechov mi sembra portare la questione sull’essenziale. Infatti, non si tratta di essere pro o contro la caccia in generale, ma contro la caccia quando non ha nulla di etico. Il brano è il seguente, è del 1892 e riguarda due amici:

 

“Ieri sera siamo andati a caccia insieme. Il pittore mio amico, Levitan, ha sparato ad una beccaccia che è caduta in una pozza, con l’ala spezzata. L’ho sollevata: becco lungo, grandi occhi neri e un bellissimo piumaggio. Mi guarda stupita. Che farne? L’amico fa una smorfia, chiude gli occhi e supplica: ti prego, spaccale la testa con il calcio. Rispondo: non posso. L'amico continua ad agitare le spalle, scuote la testa e scongiura. Intanto, la beccaccia ci guarda con stupore. Sono costretto ad accontentare Levitan e ad uccidere l'uccello. Adesso il mondo ha una deliziosa creatura in meno, e due imbecilli che rientrano a casa per mettersi a cena”».

 

Risultato: voto trasversale, l’emendamento decisivo è approvato con 349 sì, 126 no e 32 astenuti. L’emendamento che limita alla prima decade di febbraio l’allungamento del calendario venatorio e lo vincola al parere dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

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COMMENTI
22/04/2010 - Vita (silvia fiorucci)

questo aticolo, delicato e profondo, è una meravigliosa difesa della famiglia (della vita)!

 
21/04/2010 - Lodi a Checov ! (Antonio Servadio)

Ricordo il mio antico nonno, uomo molto attivo, amante della natura e da sempre cacciatore dilettante, quando lesse il libretto per bambini "Cipì", di Mario Lodi. Piangeva (mai visto prima). Smise di andare a caccia. "Cipì" si basa sulle genuine annotazioni fatte dai ragazzini di una piccola scuola di campagna circa la semplice vita dei passeri da loro scoperti sui tetti, in orti e cortili vicino alla scuola. Protagonisti del racconto sono Cipì e la sua compagna Passeri, un gatto, una margherita-poeta, altri passeri, poi anche farfalle, il sole, le nuvole etc. Meraviglia delle cose semplici ma vere.