BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

INTERCETTAZIONI/ I burocrati dell'Onu "scomunicano" il ddl ma prendono una cantonata

Non è stato l’Onu a condannare il ddl intercettazioni, ma un anonimo funzionario, espressione di una tendenza culturale che vorrebbe indottrinare gli Stati sovrani in nome dell’esaltazione del diritto individuale. Il commento di RENATO FARINA

Frank La Rue, relatore speciale dell'ONU (Ansa)Frank La Rue, relatore speciale dell'ONU (Ansa)

È stato scritto: l’Onu condanna la legge italiana sulle intercettazioni, in quanto nega la libertà di stampa. Ma è stata proprio l’Onu, intesa come Organizzazione delle Nazioni Unite, cioè gli Stati del mondo intero che pensano e deliberano? Questa è una balla colossale.


Non è stata l’Onu, ma un suo funzionario, sia pure importante, che nessuno ha mai sentito nominare. Si tratta del relatore speciale Onu per i diritti Frank La Rue: «Se adottata nella sua forma corrente, (la normativa) può minare la possibilità di beneficiare del rispetto del diritto di libertà d'espressione in Italia».


Nessuno qui vuol denigrare il La Rue, se è stato nominato relatore per i diritti, avrà le sue buone referenze e competenze. Il punto è che non ha nessun diritto, lui che è esperto di diritti, a parlare a nome dell’Onu, ma solo per se stesso. Quando l’Onu si esprime infatti a livello di questo tipo, senza discussione generale in assemblea, è soggetta a colpi di testa pazzeschi. Nessuno ricorda una qualsiasi condanna Onu da parte del relatore per i diritti a proposito degli eccidi di cristiani in India. Nessuna condanna della persecuzione antireligiosa in Iran.


In compenso si scomunica un Parlamento sovrano. Lo si provoca. Lo si vuol tenere sotto schiaffo, mentre i suoi membri stanno lavorando per congegnare una legge difficile, modificandone l’impianto originario per contemperare esigenze complesse, quali il diritto alla segretezza della comunicazione personale e il diritto alla sicurezza. Ed ecco, interviene a piedi uniti uno che evidentemente non sa niente ma deve aver visto le foto dei siti di Repubblica con il bavaglio e dato retta al tam tam dei campioni del politicamente corretto che regnano a New York e nelle capitali comme il faut.


Leggi anche: GIORNALI/ 2. Mannino: le intercettazioni hanno creato uno stato di polizia


Leggi anche: CROCIFISSO/ 2. È la nostra Costituzione a "metterci al riparo" dalle Corti europee. Per ora


Leggi anche: CROCIFISSO/ Carlo Cardia: ecco come la Corte di Strasburgo può rimediare ai suoi errori


PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO