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INTERCETTAZIONI/ Da deputato obbediente voterò sì alla legge, ma è la sconfitta del pudore

Il ministro Alfano e la presidente della Commissione giustizia Giulia Bongiorno (finiana) hanno trovato l’accordo sul ddl. In buona sostanza, resta (quasi) tutto così com’è. Il commento di RENATO FARINA

Giulia Bongiorno e Luca Palamara, presidente dell'Anm (Imagoeconomica)Giulia Bongiorno e Luca Palamara, presidente dell'Anm (Imagoeconomica)

Non è un gioco delle parti. Il lamento di chi vuol comprare a basso prezzo la mercanzia che gli interessa e allora dice che è brutta. Berlusconi è sincero quando boccia la legge sulle intercettazioni così come si prospetta dopo l’emendamento che ha accontentato i finiani e soprattutto il presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno.

Nel mio piccolo la penso come Berlusconi: questa legge sulle intercettazioni è assai, ma proprio assai meno dalla parte del cittadino e dell’articolo 15 della Costituzione primo comma (“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”) di come avrebbe potuto essere. In realtà il potere di ricatto del potere editorial-finanziario italiano è enorme, capace di subordinare a se stesso qualsiasi altri forza del diritto e della buona politica.

Altri provvederanno a sintetizzare la legge con precisione giurisprudenziale. Mi limito qui a sostenere che nella sostanza non cambierà nulla rispetto ad oggi. Sarà un po’ più faticoso protrarre i tempi delle intercettazioni da parte dei magistrati (e questo non sempre è una buona cosa, quando tenere un numero di telefono sotto controllo è necessario per stroncare il crimine). Ma la pubblicazione di quanto viene detto privatamente, ed è ritenuto “rilevante” in ordine all’individuazione di un reato, sarà pubblicabile.

Finirà così: quasi tutto sarà ritenuto rilevante. Quello che non verrà considerato tale, troverà sempre un volontario che amerà passare per martire in nome del diritto di cronaca, e farà uscire la sbobinatura. Con le multe assai ridotte da successivi emendamenti, questa operazione alla fine sarà addirittura conveniente. Perché chi avrà la faccia tosta, scambiata per audacia o addirittura eroismo, di mettere in pagina qualche conversazione molto privata, non avrà concorrenza, successo garantito. Poi troverà sempre giudici malleabili, l’Ordine dei giornalisti pronto a sostenere la difesa dei diritti umani del violatore della legge, eccetera eccetera.

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COMMENTI
24/07/2010 - Intercettazioni (Lindo Caprino)

Ha ragione l'on. Farina: le vicende surreali di questo ddl sono ormai diventate ridicole. E' meglio affossare tutto e prendere atto che in Italia con questa gente che abbiamo in Parlamento non si potrà mai fare nessuna seria riforma.

 
23/07/2010 - Piu che Fini e Bongiorno serve commentare Farina (Franco Labella)

L'on. Farina si lamenta dello "stato dell'arte" del ddl sulle intercettazioni ed un lettore, se non capisco male, evoca la STASI. E' come parlare di corda in casa dell'impiccato visto che l'on. Farina ha al suo attivo una collaborazione con i Servizi italiani che ha prodotto un provvedimento in suo sfavore dell'Ordine dei Giornalisti. Sarà anche per questo che non gli piacciono il ddl e l'Ordine dei giornalisti? Franco Labella

 
22/07/2010 - Ha ragione il Sig. Cafarelli... (Carla D'Agostino Ungaretti)

...che mi ha proprio tolto la parola di bocca. Neanche io mi fido di questa classe politica. Dovremo tutti stare attenti a quello che diciamo?

 
22/07/2010 - avv.sa Buongiorno (Giovanni Cafarelli)

Il sospetto sorge spontaneo: L'attivismo della Buongiorno per ottenere l'affossamento della legge sulle intercettazioni,non è basato forse sul desiderio di INGRAZIARSI i giudici per il suo futuro di avvocato? Mi sbaglio?convincetemi del contrario! Altro sospetto !!! Non sarà proprio Fini,che per suoi FINI, suggerisce alla SINISTRA,quello che sa della DESTRA? Mi sbaglio anche su questo? ri-convincetemi del contrario !!! Cordiali saluti.

 
21/07/2010 - Io sto con Renato Farina. (claudia mazzola)

Io so solo una cosa, rileggendo i miei sms e pensando alle mie telefonate mi sono venuti i brividi, perchè se non si conosce il contesto della parola tutto può sembrare meno che la verità.

 
21/07/2010 - le vite degli altri sopese da un giudice (antonio petrina)

Non so se è meglio ora per le intercettazioni, ma la vita degli altri sospese da un giudice sembra un paese della germania prima dell'unificazione !Non era meglio lasciare alla polizia indagare su ciò che sia penalmente rilevante sotto il vaglio del giudice?