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GHEDDAFI/ Caro Berlusconi, non "vendiamo" al patto Italia-Libia la libertà religiosa...

I proselitismi di Gheddafi? Non si tratta di rompere i rapporti con la Libia. Ma di chedere sostegno alla politica italiana della libertà religiosa. La proposta di RENATO FARINA 

Foto: AnsaFoto: Ansa

Gheddafi in Italia è stato Gheddafi, nient’altro che Gheddafi, con le sue amazzoni e i suoi cavalli berberi. Però, com’è noto, è andato oltre il suo simpatico circo. Cioè si è fatto missionario dell’Islam, offrendo il Corano a uno stuolo di ragazze ingaggiate da un’agenzia per hostess e proponendo loro la conversione. Non si è fermato a questo appello semi-pubblico.


Da Roma, che lui sa di certo essere la sede del Papa, ha scandito: «L’Europa scelga l’Islam». Francamente a me paiono, nel breve periodo, più pericolosi i predicatori del nichilismo, per cui tutto è uguale. Ma quella frase, nella sua semplicità, appare insieme una profezia e un invito alla resa. A questo punto molte considerazioni si impongono.


Se sia giusto che a un capo di Stato si possa consentire senza risposte adeguate simili contenuti sovversivi della tradizione di un popolo, di una nazione e di un continente. Se come capo religioso (un leader politico musulmano è sempre statutariamente anche un’autorità islamica) Gheddafi non si accorga che questo modo di fare e di parlare noccia alla pace e alimenti lo scontro tra civiltà. O forse è convinto che sia così debole il cattolicesimo da noi da potersi permettere questa imposizione del suo verbo senza il minimo rispetto di un certo altro capo religioso che qui risiede da millenni… Eccetera.

La mia risposta è che no, non va bene per nulla, e non è il caso di nascondere la testa tra le gobbe del cammello. Non è folklore il modo di agire del Colonnello: la forma di una visita fa parte dell’essenza dell’incontro. Ed è davvero paradossale voler giustificare con la ragion di Stato l’offesa alla costituente morale di questo Stato, che lo si voglia o no è il riferimento giudaico-cristiano. Questo non significa rinunciare ad accordi o all’amicizia, ma l’amicizia o è franca oppure è una finzione.


Un uomo come Andreotti, che più amico del Papa non ce n’è, ha avallato le stranezze di Gheddafi durante la sua recente visita sostenendo che non si possono non avere rapporti di amicizia con un popolo vicino, secondo lo schema degasperiano “dell’inclusione”. Sono d’accordo. Ma un po’ di schiena diritta non farebbe male.


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COMMENTI
01/09/2010 - Gheddafi (gianni romolotti)

Condivido sopratutto Farina e Zola. Condivido anche Padre Livio che stimo moltissimo. I pericoli sono a mio parere:1.Minimizzare. 2. Vedere al business. 3.Parlarne e scriverne troppo. Conviene invece, sempre a mio parere, pregare, pregare e pregare. come richiesto da Maria a Lourdes, Fatima e a Medjugorje. Non è escluso che avremo, o avranno i miei nipoti, delle entusiastiche sorprese dopo la rivelazioni dei segni di Medj. E l'islam stesso, pericolosissimo e sempre più attivo, dovrà fare i conti con l'energia di Maria di Nazareth D'altra parte: "Una Donna vestita di sole con dodici stelle(Europa svegliati) sul suo capo e con la luna sotto i suoi piedi". Occhio, normalmente l'iconograia di Maria ha sotto i suoi piedi una mezza luna...

 
01/09/2010 - Per la libertà religiosa (Giuseppe Zola)

Il Presidente Obama ha difeso l’idea di costruire una moschea sullo spazio reso un deserto da Bin Laden sulla base del sacrosanto principio della libertà religiosa ed, in particolare, della libertà di culto. Giusto. Ma quando mai un leader occidentale ha mai chiesto la stessa libertà per i cristiani che vivono o si recano nei paesi islamici? Potrebbero i cristiani anche solo chiedere di costruire una chiesa in Arabia Saudita o nello Yemen o in Sudan? In questi (e molti altri paesi islamici “moderati”) la dignità dei cittadini cristiani viene quotidianamente calpestata, ma nessun leader occidentale parla o protesta. Paura? Insipienza ? Petrolio? Forse tutto ciò insieme. Gheddafi viene in Italia e per prima cosa auspica che l’Islam diventi la religione di tutta l’Europa. Mi chiedo: quale politico o semplice cittadino occidentale potrebbe propagandare la fede cristiana in un paese islamico senza essere arrestato? O senza provocare una rivolta popolare con incendi di bandiere od altro? Il buonismo imperante sottolinea tutti i tipi di solidarietà, ma mai accenna alla solidarietà verso chi è privato delle più elementari delle libertà umane. All'università, studiando diritto internazionale, mi fu insegnato dai grandi maestri di allora che uno dei principi fondamentali ne i rapporti tra Stati era quello delle reciprocità. MI pare che tale principio sia stato totalmente dimenticato.

 
01/09/2010 - Beduino Rock Star (luca antelmo)

Si può giustificare e capire l'Ita che, attraverso il suo leader, sta cercando (come fece Mettei)un autonomia energetica, stipulando trattati int.li bilaterali, vedi russia, libia ecc, per tentare di garantirsi una libertà economia in un libero stato con un benessere sociale diffuso. Ma la portata di quello che è accaduto, attraverso il Beduino rock star, oltrepassa di grand lunga la logica economica; la questione determinante è proprio, come dice Renato Farina, la libertà religiosa che è il fondamento di tutte le libertà. Ma tale provocazione, provoca un contraccolpo che ci fa chiedere, con serietà, se non siamo fessi, cosa sia per noi il Cristianesimo, cosa significhi essere cristiani, veramente cristiani; Flannery O'Connors dell'Eucarestia diceva che "se diventa solo un SIMBOLO, allora che se vada al diavolo", non ce ne facciamo nulla; se invece col Cristianesimo si identifica un giudizio di Vita, Altro, allora non possiamo più farne a meno. Quì, cari amici non c'è in gioco il pro-contro Berlusconi, quì in gioco c'è la nostra Vita, il nostro respiro, il nostro Cuore ...

 
31/08/2010 - commento Farina (Alfredo Argentero)

Condivido pienamente, aggiungendo che se i media si limitassero ai contenuti degli accordi, come per le visite dei rappresententi stranieri in giacca e cravatta, invece di dedicarsi al "personaggio", forse lui farebbe meno il personaggio.

 
31/08/2010 - Gheddafi (Carla D'Agostino Ungaretti)

Gheddafi mi ha indignato, ma ancora di più mi ha indignato il suo servo Berlusconi, come ha ben illustrato il vignettista Giannelli sul Corriere della Sera di oggi. E pensare che ho sempre votato per lui! E che dire di quelle stupide ragazze che si sono prestate al gioco di quei due istrioni? Ma almeno esse hanno la parziale scusante dell'inesperienza giovanile e di non aver ricevuto dalla sfasciata scuola italiana una seria educazione sulla dignità umana. Ma i più colpevoli in assoluto sono gli italiani e gli europei in genere che consentono a un capo di stato islamico di venire a ricattare l'Europa (5 miliardi l'anno o invasione di immigrati). Come osa dire questo nel paese che lo ospita? e di predicare la conversione all'islam nella città del Papa? Come romana e come cattolica sono furente e mi riesce molto difficile accettare le parole pacate di uno scrittore come Vittorio Messori che peraltro stimo moltissimo.

 
31/08/2010 - fare qualcosa (GIOVANNI PIERONI)

mi sembra una buona proposta. meglio che il nulla

 
31/08/2010 - chi veramente fa pena (gennaro santorufo)

tra cavalli berberi e cammelli c'è anche la figura dello struzzo di Berlusconi. cosa è più importante per chi governa questo paese: fare affari con la Libia o la libertà religiosa?. sono certo che verrà fuori un gioco di parole usando termini come nichilismo, moralismo, liberismo tutto con ismo e islam per giustificare il bene, il bello e il positivo che c'è nel chiudere affari con Gheddaffi. siamo al tramonto certo e speranzoso in una nuova alba saluto