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CASO FINI/ Caro Berlusconi, ascolta Solzenicyn: "Una parola dolce rompe un osso"

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Il secondo perno è la giustizia. Essa pende sulla testa della politica impedendole di esprimersi e manifestandosi come strumento della demolizione del benessere invece che come strumento di equità e di serenità. Non è una fissazione di Berlusconi, ma la riforma è una necessità autentica.

In campo civile e penale non ci sono certezze. Invece di spegnere la litigiosità l’attuale sistema la incrementa, ed essa è una anomalia che pesa sulle spalle del Paese, soffocandolo, come la forma peggiore e a volte crudele di burocrazia.

Dunque si ricominci ora con la politica. Non si pensi alle elezioni anticipate, e al modo per arrivarci con più possibilità di cavarsela. Ma al bene comune. Ciò che alla fine gli italiani, i quali saranno ingenui ma non fessi, valuteranno e sapranno riconoscere all’appuntamento naturale delle urne.

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COMMENTI
28/09/2010 - UNA PAROLA DOLCE ... (celestino ferraro)

Ma quale parola dolce dovrebbe pronunziare Cesare? E Otello, dovrebbe essere grato a Iago? CF