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LA SCALA/ Die Walküre: Amore e Destino nell'Opera di Richard Wagner

Aspettando la Prima alla Scala: La Valchiria di Richard Wagner. LUCA BELLONI ci introduce al cuore all'Opera

Il Teatro alla Scala di MilanoIl Teatro alla Scala di Milano

A dispetto di tutte le epiche “cavalcate” rese celebri (anche) dal film di Francis Ford Coppola, “Die Walküre” (La Walkiria), l’opera che aprirà la stagione scaligera il 7 dicembre, ruota interamente intorno a due temi: l’amore ed il Destino. La mitografia wagneriana ha spesso dimenticato, in nome di una “purezza” di concezione tutta germanica, che dietro i significati simbolici (stratificati e plurivalenti, come si diceva un tempo) c’è per l’uomo e per il compositore Wagner il desiderio di narrare una storia che, beethovenianamente, arrivi “dal cuore ai cuori”. La bellezza e la potenza icastica della “Walkiria” stanno a testimoniare questo fin dall’apertura dell’opera con l’impressionante Sturm che occupa tutto il Preludio.


E’ una tempesta che (come nella VI Sinfonia dell’amato Beethoven) Wagner considera come proiezione esteriore dei conflitti interni del protagonista, Siegmund (figlio del dio Wotan), il cui tema, appena variato, risuona affidato incessantemente agli strumenti gravi dell’orchestra. Ancora una volta l’Autore parte dal cuore del problema umano: Siegmund fugge dai suoi inseguitori ma è, inconsapevolmente (fatalmente), condotto alla casa di Sieglinde che, pur essendo sua gemella (i due sono inconsapevoli del fatto), diverrà la sua compagna e la madre dell’Eroe (Siegfried) che sarà una pedina essenziale nello svolgersi successivo delle vicende narrate dalla Tetralogia (la “giornata successiva alla “Walkiria” si intitola proprio “Siegfried”).


Se però in questa prima parte dell’opera assistiamo a una rappresentazione senza ombre e senza confusioni di ruoli (Siegmund è l’eroe impavido, Sieglinde la donna che lo riconosce come il “grande amore” e Hunding, marito di Sieglinde, il “cattivo” che ha costretto la donna a sposarlo) è nel secondo e nel terzo atto che la vicenda assume tratti di intensa umanità. Pur celati dietro lo schermo mitico infatti Brunhilde (la Walkiria del titolo) e suo padre Wotan (il re degli dei nordici) intrecciano un rapporto in cui l’amore, la pietà ed il dovere entrano in drammatico conflitto. Un padre e una figlia si fronteggiano consapevoli di ciò che li lega ma anche dei rispettivi, differenti modi di “leggere” le vicende mondane.