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BALLARO’/ Sacconi, Tabacci, Renzi, Polverini… e Crozza, un teatrino già visto

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Giovanni Floris conduttore di Ballarò  Giovanni Floris conduttore di Ballarò
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Tabacci rimprovera a Sacconi di aver nascosto la crisi e di aver sottovalutato l’urgenza di riforme strutturali da fare insieme, fidando nello stellone italiano e nella convinzione di uscirne dalla prima e meglio degli altri…e invece!
In collegamento c’è pure Aznar, che se la cava con grande semplicità:  in Italia la situazione è immobile perché non si è sbloccata come in Spagna grazie a chi ha avuto il coraggio e la responsabilità di annunciare a breve nuove elezioni.
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Servizio: “Per che cosa ricorderete questa legislatura”.
Insalata russa stile blob sugli scandali, le intercettazioni, le liti nella maggioranza, il bunga bunga, le intemperanze dei ministri, Lavitola, eccetera.
Interpellato su “per cosa ricorderà questa legislatura” il teologo Mancuso raccoglie un lungo applauso quando afferma che la ricorderà per la vergogna. Cogliendo dal servizio una delle solite e sempre più infelici battute di Tremonti (Provate a farvi un panino con la Divina Commedia…) Cita proprio Dante: “ahi serva Italia di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di province ma bordello!”.
Sacconi attacca a testa bassa, dice che la vergogna la si dovrebbe provare per come è morta la Englaro, e poi ricorda tutte le riforme che invece sono state avviate, mentre da sinistra sono sempre state fatte solo proposte di spesa.
Il direttore del Messaggero Orfeo  invita a non tirare i cattolici per la giacca (“Vanno bene su la Englaro, non vanno più bene quando invocano un cambio di governo come a Todi?”) e poi ricorda anche lui che nonostante una maggioranza schiacciante il governo non ha combinato quasi nulla: ha tolto l’Ici, ma era meglio non farlo!
Renzi ha buon gioco nel dire che lui la legislatura la vorrebbe solo dimenticare e che ora ci vorrebbe qualcuno capace di ridare agli italiani l’orgoglio di esserlo, mentre assistiamo invece all’indegno balletto sul nome del successore di Draghi, con Bossi che sponsorizza Grilli solo perché è di Milano… La Polverini insiste con le sue ovvietà: la responsabilità non è solo dei politici, ma di tutta una classe dirigente che deve essere capace di assumersi più responsabilità.
Ah, ma davvero?
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