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ANNOZERO/ Santoro, Travaglio e Celentano: tanto rumore, ma poche soluzioni

venerdì 27 maggio 2011

L’anteprima di Annozero inizia con uno sfottò di Santoro sulla memoria di Berlusconi e sulle sue confusioni riguardo alla storia. Prosegue con uno sfottò verso il flop di Sgarbi, il cui programma subito fermato non era colto, ma semplicemente malfatto. L’introduzione è una sorta di lettera aperta a Berlusconi che stigmatizza il suo modo di intendere la democrazia.

Dopo la pubblicità si comincia con il rosario delle disgrazie per i lavoratori che stanno avvenendo in Italia negli ultimi giorni. Teleperformance che licenzia 1300 dipendenti, in cambio di lavoratori a progetto a 3,50 euro all’ora. Poi si passa al dramma di Fincantieri, che ha annunciato chiusure e migliaia di esuberi. “Sono nato con il lavoro e voglio morire con il lavoro” è l’amara dichiarazione piena di dignità di un operaio saldatore. Tutti si preoccupano del presente, ma soprattutto del futuro dei propri figli.

Interpellato sui servizi appena visti, Lupi sostiene che quella è solo una parte dell’Italia, che certamente “interroga” la sua coscienza, ma ce n’è un’altra che è positiva e che non viene raccontata. Santoro ne conviene, e passa la parola a Vendola, che ricorda subito che la stessa Cei, in mattinata, ha parlato di “rabbia dei poveri”, affermazione del tutto stridente con l’ottimismo di Berlusconi sulla situazione economica a Porta a Porta. Ricorda che fa molta impressione chiamare poveri gli operai.

Santoro mostra una tabella in cui si dimostra che i giovani disoccupati sono per oltre il 50% figli di operai, e solo per il 9,5% figli di benestanti. Davanti alla sede del Cnr, a Roma, in diretta, i precari dell’Istat testimoniano l’impossibilità di avere un futuro. A sorpresa parla un’anestesista anch’essa precaria, che spiega come nel suo ospedale i medici precari siano il 60%, con gli stessi orari, la stessa responsabilità dei dipendenti, ma senza nessuno dei loro diritti.

Interpellato sull’argomento, Tabacci sostiene che la situazione è drammatica perché “l’ascensore sociale” si è rotto. E che in Italia solo un giovane su quattro trova lavoro, mentre in Europa lo trova uno su due, quindi non è vero che siamo i più virtuosi d’Europa. L’eroico Lupi afferma di comprendere la drammaticità della situazione, ma poi la butta sulle generali. Eroico perché ha accettato di venire a difendere il governo di fronte a situazioni oggettivamente difficili.




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