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LAVORO/ Le imprese vogliono giovani con esperienza e che sanno l’inglese

La maggioranza delle imprese inoltre giudica negativamente la riforma universitaria con la formula 3+2

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LAVORO - Le imprese vogliono giovani con esperienza e che sanno l’inglese - La Fondazione Agnelli ha condotto una ricerca sottoponendo a 226 direttori del personale un apposito questionario per far emergere il profilo ideale dei candidati da assumere per la prima volta in azienda. Emerge che la maggioranza delle imprese (scelte tra quelle che almeno fino a dicembre 2008 occupavano un totale di circa 300.000 lavoratori in diversi settori) vorrebbe giovani di età tra i 23 e i 25 anni, con una buona conoscenza dell’inglese, almeno un anno di esperienza di lavoro e un voto di laurea superiore al 110.

Nel questionario anche la richiesta di un giudizio sull’efficacia della riforma universitaria del 3+2, risultato sostanzialmente negativo, con un 54% degli intervistati che considera peggiorato il livello di formazione dei laureati. La carenza principale si riscontra nella capacità di risolvere problemi, ritenuta maggiore nei dottori magistrali che in quelli triennali, a meno che questi ultimi non abbiano integrato la laurea con almeno un paio d’anni di esperienza lavorativa.

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COMMENTI
12/10/2010 - e tutti gli altri? (Marco Claudio Di Buono)

Capisco che per un impresa scommettere su un giovane è difficile, ma tutti quelli che non hanno raggiunto il massimo dei voti, che sono usciti fuori corso (non sempre per colpa loro) e che non hanno esperienza (ma se non gliela fanno fare l'esperienza come fanno ad avercela?) che cosa devono fare? Arrangiarsi? Accontentarsi? Io vivo nel sud dove non ci sono grosse realtà aziendali, ho lavorato per circa 8 anni in varie attività (formazione, amministrazione e contabilità, commerciale) mi sono accontentato di stipendi da fame (altro che precariato) e dopo aver vinto due concorsi pubblici mi sento dire che non posso essere assunto per il blocco del turn over. Forse a Milano e nelle altre grandi città si vive in un mondo diverso che non può comprendere realmente le difficoltà. Buttate le statistiche e andate un po' in giro, capirete di più.