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Lavoro

SCENARIO/ 2. Bonanni (Cisl): tutte le imprese seguano la svolta di Marchionne

Bonanni_RossoR400.jpg(Foto)

Di certo ci fa piacere che qualcosa finalmente cominci a smuoversi. Era ora. Ma saremo soddisfatti solo quando si passerà dalle parole ai fatti. La soddisfazione infatti nasce dall’effettiva realizzazione di un progetto. Per questo chiediamo all’esecutivo un incontro per discutere in primis su come ridurre le tasse a lavoratori e pensionati, mettendo al centro la famiglia e poi per predisporre insieme un piano per stimolare gli investimenti italiani e stranieri attraverso misure che le parti stesse dovranno concordare tra di loro, la cui attuazione dipenderà dalle istituzioni centrali e locali. L’incontro sarà la cartina di tornasole per capire se è in atto una discussione tutta dentro il ceto politico oppure c’è la consapevolezza che bisogna fare di più. Il governo va messo alla prova. Noi adesso valuteremo solo la volontà vera di affrontare il tema della crescita e dello sviluppo. L’esecutivo si è messo in gioco, vediamo cosa farà nel concreto. Ora è tempo che agisca concretamente senza se e senza ma.

 

Qualcuno potrebbe farvi notare che in un momento come quello attuale, dove cresce la disoccupazione, bisognerebbe scendere in piazza per chi non ha lavoro, piuttosto che per le tasse. Come risponderebbe?

 

Il patto sociale che prevediamo, e che è stato alla base della manifestazione di sabato, serve proprio a difendere l’occupazione, il reinserimento di tanti lavoratori nel mercato del lavoro, nuovi investimenti. Quel che chiediamo all’esecutivo è di mettere al primo posto in agenda il rilancio dell’occupazione per giovani e donne soprattutto al Sud, in quanto il protrarsi di misure urgenti e necessarie per il sistema paese è diventato adesso insostenibile.

 

A proposito del Sud, terra segnata da gravi problemi come la disoccupazione, lei ha detto che può essere la California d’Europa. Come?

 

Favorendo coesione sociale, rinnovamento della classe dirigente, inclusione di giovani e donne nel mercato del lavoro, lotta agli sprechi, alle ingiustizie e alle inefficienze, sviluppo industriale, potenziamento delle infrastrutture. Il tutto attraverso investimenti mirati, attenti e ragionati. Ma bisogna evitare che le risorse pubbliche erogate vadano sprecate e si ritorni così al punto di partenza. Ecco perché occorre verificare in che modo esse vengano utilizzate, chi sovraintenda alle spese e quale reale controllo venga effettuato. Servono “regole draconiane”‘. Solo così si potrà verificare l’operato responsabile di tutti i soggetti, in base alle proprie competenze e attitudini, ottenere una concreta moralizzazione della vita pubblica, sconfiggere il ricatto malavitoso, la corruzione e il clientelismo.

 

La Fim ha siglato un accordo con Federmeccanica per le deroghe contrattuali. Pensate dunque che questa strada si possa percorrere in Italia al di là di Pomigliano?

 

L’accordo siglato a Pomigliano rappresenta un primo passo decisivo per il progetto Fabbrica Italia. Lo abbiamo fatto per salvare tanti posti di lavoro in una zona dove quella fabbrica rappresenta una delle poche opportunità di sviluppo. Pomigliano è stato di certo un ottimo “apripista”. Ora dobbiamo andare avanti. Da lì, infatti, è partito un nuovo sistema di flessibilità che porterà aumenti salariali e nuove opportunità di lavoro. Dobbiamo favorire altri accordi specifici che varieranno da situazione a situazione con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e favorire nuovi investimenti.

 

Come risponde a chi considera quell’accordo uno “strappo” alla democrazia?

 

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