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Lavoro

CISL/ Perché tanto odio per un sindacato riformista?

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Proprio in questi giorni l’assegnazione del Nobel per l’economia a Peter Diamond, Dale Mortensen e Christopher Pissarides per i loro studi sulla disoccupazione e i dati Ocse sempre sulla disoccupazione sono l’occasione per porre l’attenzione a riforme del mercato del lavoro che favoriscano l’occupazione e l’inclusione attiva delle persone, in particolare dei soggetti deboli - i giovani, le donne, i disabili, gli over 50 - che rischiano di rimanere ai margini della società.

 

Per questo si tratta di affrontare in modo concreto e scevro da pregiudizi il dibattito su alcuni temi decisivi come gli ammortizzatori sociali, un più efficace sistema di transizione scuola-lavoro, la possibilità di accompagnamento nello sviluppo della carriera, la previdenza, il costo del lavoro, la partecipazione dei lavoratori all’impresa. Non è affatto un caso che le vittime della violenza siano coloro i quali si impegnano da anni in questa direzione. Non bastano le parole, non bastano i gesti e neppure le attestazioni di solidarietà, ma occorrono le opere che testimonino la positività, nonostante tutte le difficoltà, di un’esistenza aperta alla vita e che non cede alla violenza, perché non è certo il nulla l’ultima parola del cuore dell’uomo.

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