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Lavoro

IL FATTO/ Così il lavoro diventa una scuola per i giovani

PAOLO DELNERO ci descrive il piano per l’orientamento della Provincia di Milano dove ci sarà una prima importante sperimentazione in Italia

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“I sistemi di istruzione e formazione devono adattarsi ai bisogni individuali predisponendo piani di studio personalizzati, rafforzare l’integrazione con il mercato del lavoro, rendere trasparenti e mobili le qualifiche, migliorare il riconoscimento dell’apprendimento non-formale e anche di quello informale, consentire l’acquisizione di professionalità realmente spendibili, educare i giovani ad affrontare con senso critico la realtà che li circonda” (Italia 2020 - Piano di azione per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro - M.S. Gelmini, M. Sacconi - 16 giugno 2010).

 

In Italia il fenomeno della dispersione scolastica è in continua crescita, a oggi si parla di almeno 126.000 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Il fenomeno è esponenzialmente in crescita e spesso sfocia in varie forme di sfruttamento della manodopera minorile, retribuita attraverso contratti irregolari o in nero.

Un approccio al problema non può, quindi, che partire da un buon orientamento. Quando una persona viene coinvolta in un processo di orientamento è necessario tenere conto di numerosi e molteplici aspetti che, in funzione della definizione di percorsi formativi e/o lavorativi, lo aiutino a sviluppare un proprio progetto personale. La persona deve perciò essere messa al centro e questo è ancora più necessario quando i soggetti che devono essere orientati/accompagnati in un proprio percorso sono giovani. Le attività di orientamento hanno l’obiettivo di aiutare le persone a costruire percorsi pienamente soddisfacenti in ambito formativo e professionale.

Particolare attenzione va posta nel definire percorsi efficaci di orientamento per quei soggetti che per età (giovani), per storia personale (esperienze disfunzionali connotate da ripetuti fallimenti), per ridotte capacità (disabilità), si trovano in condizioni di maggior fragilità personale. Il concetto di orientamento ha preso sempre più una forma dinamica, una logica di processo, dove il momento della scelta si ripete e va costantemente o frequentemente confermato e, come spesso succede, riadattato verso l’esterno, a seconda delle opportunità, per la costruzione di un percorso basato su capacità, interessi e motivazioni. Si tratta, cioè, di operare una sintesi efficace fra le caratteristiche della persona (es. attitudini, interessi, esperienze, conoscenze, capacità, ecc.) e il contesto di riferimento: ambientale, economico, normativo.

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