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Lavoro

IL FATTO/ Così il lavoro diventa una scuola per i giovani

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Entrare in contatto, a diversi livelli, con un soggetto che porta una richiesta di aiuto per sviluppare un proprio percorso di orientamento, significa predisporsi a una azione che lo porti a scoprire le proprie attitudini, i propri interessi, le competenze acquisite, a ricevere informazioni che permettano la comprensione non solo delle caratteristiche del mondo della Formazione e del Lavoro, ma le effettive opportunità e la spendibilità delle proprie risorse. Ugualmente, significa comprendere quali distanze separino i realistici obiettivi della persona e le sue effettive capacità. Questo è un processo necessario per poter definire successivamente quali percorsi formativi ricercare e intraprendere.

 

La Provincia di Milano attraverso l’assessorato assessorato Sviluppo economico, Formazione professionale e Lavoro, ha deciso di investire più di 3 milioni di euro nel proprio “Piano Provinciale per l’Orientamento”, un’esperienza che va ad attraversare le diverse istanze e situazioni che intersecano la vita scolastica e professionale delle persone. Mantenere al centro la persona, valorizzando le sue capacità e intervenendo sulle fragilità scolastiche e lavorative, significa fare una proposta progettuale che copra i possibili bisogni a 360 gradi. Il Piano Provinciale dell’Orientamento, concordato con la Regione Lombardia, è operativo con i diversi dispositivi, da settembre e si attuerà negli Anni Formativi 2010/2011 e 2011/2012.

 

Gli assi principali del Piano sono: a) Contrasto alla dispersione scolastica e lavorativa e sostegno al reinserimento; b) Sviluppo di percorsi di stage di eccellenza all’estero per studenti che stanno terminando con successo il IV anno nei diversi settori professionali; c) Sperimentazione di azioni di riconoscimento e di certificazione di competenze, come previsto dalla Legge Regionale (art 10 l.r. 19/07), con particolare riferimento all’uso del portfolio delle competenze personali; d) Individuazione di realtà sul territorio provinciale che abbiano capacità di attuare servizi di orientamento secondo i più evoluti standard di livello internazionale; e) Sviluppo di percorsi orientativi di eccellenza, “Dalla Formazione al Lavoro” con l’utilizzo di strumenti innovativi, destinato a diplomati e laureati (l.r. 19/07); f) Supporto al sistema unitario di Istruzione e Formazione: attività di orientamento nelle scuole con il Settore Istruzione - Sportelli di Orientamento Scolastico sul territorio della provincia di Milano; g) Stimolazione di competenze sociali attraverso attività di volontariato.

 

Un’attenzione particolare per l’asse a) è d’obbligo, in quanto altro non è che la prima vera sperimentazione in Italia dell’apprendistato per l’esercizio del diritto-dovere di istruzione e formazione (il c.d. apprendistato di primo livello), regolato dall’art. 48 del d.lgs. n. 276/2003. L’intesa tra Ministero del lavoro, Ministro dell’istruzione e Regione Lombardia, firmata il 27 settembre 2010, darà vita grazie a questa prima sperimentazione attuata dalla Provincia di Milano a nuove opportunità per i giovani che, vivendo con disagio la scuola tradizionale, la abbandonano senza conseguire alcuna qualifica o titolo di studio. L’apprendistato è una opportunità anche per le imprese, che hanno la possibilità di contribuire fortemente alla formazione di giovani con competenze coerenti con le esigenze del sistema produttivo e dunque in grado di spendere le proprie competenze nel mercato del lavoro.

 

L’apprendistato di primo livello trova applicazione in tutti i settori di attività, con esclusione (al pari delle altre tipologie di apprendistato della legge Biagi) della pubblica amministrazione ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale ai sensi dell’art. 15 del d.lgs. n. 226/2005 di attuazione della legge Moratti. Non un semplice contratto di lavoro, caratterizzato da una finalità formativa e professionalizzante, ma un vero e proprio percorso del sistema educativo di istruzione e formazione finalizzato al conseguimento di un titolo di studio e precisamente una qualifica professionale triennale secondo la previsione dell’art. 15 del d.lgs. n. 226/2005, attuativo della legge Moratti, ed eventualmente anche una qualifica valevole a fini contrattuali

 

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