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Per incoraggiare il protagonismo dei giovani

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Il recente Piano Triennale per il Lavoro ha preso atto del disorientamento del sistema, che si trasmette inevitabilmente sulle scelte dei giovani e delle loro famiglie. Facendo seguito a quanto tutte le parti sociali, insieme al Governo e alle Regioni, hanno sottoscritto nelle Linee Guida per la Formazione nel 2010, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali si è impegnato a strutturare un monitoraggio concreto e quindi utile del fabbisogno formativo e professionale dei territori. Dal punto di vista pratico, il Ministero sta veicolando risorse per ampliare la base campionaria territoriale delle rilevazioni Excelsior e aumentarne la frequenza.

 

In un primo momento si avranno le prime indagini semestrali (invece che annuali), basate su un più ampio numero di aziende intervistate. A regime le indagini saranno trimestrali e presentate sulla dimensione provinciale. L’obiettivo è superare la pubblicazione di corposi prodotti teorici ed econometrici, che servono solo a chi li scrive e che sono già vecchi quando pubblicati, a favore della diffusione di ricerche semplici, fruibili da tutti, e davvero capaci di condizionare la scelta di formatori, orientatori, giovani e lavoratori.

 

Già nel Piano Italia 2020 lo stesso Ministero aveva anche ribadito l’intenzione di incoraggiare gli strumenti che possano facilitare il contatto tra giovani e mercato del lavoro (innanzitutto strutturando dei veri e funzionanti uffici placement nelle scuole e nelle università, come già il legislatore del 2003 aveva ipotizzato).

 

Non secondarie sono le politiche volte alla promozione dell’istruzione tecnico-professionale, al ripensamento dei tirocini formativi e, soprattutto, alla facilitazione all’utilizzo del contratto di apprendistato, a partire da quello per l’espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione recentemente oggetto di un’intesa sottoscritta da Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e Regione Lombardia.

 

Ma non c’è politica che può sostituirsi agli stessi giovani. A loro la responsabilità di costruirsi un ruolo di protagonisti che, superata la logica della precarietà e della insoddisfazione, siano davvero artefici del loro percorso formativo. Nel lavoro come in tutti i contesti della vita, è solo la persona contenta e convinta della strada che sta percorrendo che può costruire le opere più grandi.

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