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FACCIA A FACCIA/ Galbusera (Uil): senza Pomigliano avremo una Caporetto. Petteni (Cisl): ci vorrebbe Marchionne in Lombardia

Operaio_Motore_MotoR400.jpg (Foto)

È sulla stessa linea Petteni: “Dico solamente questo: mi auguro che ci siano tanti imprenditori che vengano in Lombardia e che si mettano a investire. Il rammarico è che invece sono al momento pochi quelli che vengono a investire. In passato abbiamo affrontato queste situazioni in diversi settori della produzione in tutta tranquillità e con le firme di tutti. Ripeto: di tutti”.

 

Veniamo all’ultima domanda: il comportamento della Fiom sta mettendo a rischio le relazioni industriali? Galbusera teme che questa sia un’eventualità possibile: “Certo che può comprometterle. In questo momento la Fiom si muove come un partito, una vecchia sacca di marxismo-leninismo. Detta forse in termini più semplici, si potrebbe aggiungere che ha sostituito il vecchio Pci. Anzi ha rovesciato un vecchio concetto: non è più il sindacato ‘cinghia di trasmissione del partito’, ma alcuni settori del Pd sono cinghia di trasmissione della Fiom nel loro partito. Nessuno può impedire che si formi un’ala radicale nel sindacato. Ma occorrerà ricordarsi che la grande maggioranza del sindacato italiano è lontano da quelle posizioni”.

 

Petteni è della stessa opinione: “Se invece del sindacato si fa un’altra cosa, bisogna assumersene anche la responsabilità. I nostri padri ci hanno lasciato in eredità questo principio: ‘Solo un sindacato. Noi vogliamo essere solo un sindacato’. E per questo ci muoviamo e lavoriamo. E per favore, lascino stare la Costituzione, perché quella è una cosa seria. E non aggiungo altro”.

 

(Gianluigi Da Rold)

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