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Lavoro

FIAT/ Forte: così Marchionne risolve il "ricatto" delle due italie

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L’investimento estero o multinazionale tarda ad aversi nel nostro paese. In particolare nel Sud, che potrebbe essere invece una zona molto interessante tenendo conto delle prospettive di sviluppo del Nord Africa (Egitto, Turchia, Marocco). Se la sfida di Marchionne verrà accolta potrà indurre molti altri a venire. Se questo non accadrà, allora il Sud sarà condannato. Ma siccome nella struttura federalista che si sta delineando ci sono delle contribuzioni integrative per il Sud, è interesse di tutta l’Italia che ci sia sviluppo nel Mezzogiorno.

 

Secondo lei, come andrà a finire?

 

Sono convinto che i lavoratori meridionali risponderanno bene, anche perché quelli di loro che emigrano nel Nord Europa o in America diventano operai estremamente produttivi, seri e impegnati. Le qualità quindi ce le hanno. Se poi la Fiat dovesse avere successo, è molto probabile che i suoi dipendenti possano avere retribuzioni più alte. Non dimentichiamo infine gli effetti positivi che si potrebbero generare per l’indotto.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
27/10/2010 - Marchionne e Garibaldi (giorgio cordiero)

Bella questa intervista: limpido e condivisibile il pensiero del professor Forte, come pure le virtuose conseguenze ipotizzate al verificarsi dell'attuazione del progetto fabbrica Italia. Marchionne come Garibaldi: fautore di una unità nazionale, magari fedralista, che supera i ricatti. Rimane un terzo ricatto, più velato, ma sottointeso: quello proveninetnte dalla commistione tra politica , sindacato ed una parte di confindustria, la "easy way" , quella di continuare a chiedere soldi allo stato, quindi alla collettività , come condizione per rimanere a lavorare in Italia. Marchionne si pone , coraggiosamente, fuori da questo vecchio modo di concepire l'impresa-stato. Occorre che lo stato-impresa però faccia la sua. Il sud deve essere messo in condizioni di poter produrre con un adeguato ed oridnato piano di infrastrutture pubbliche, il probleme rimane visto che lo Stato non ha soldi da investire nelle spese in conto capitale, allora questi bisogna cercarli nelle pieghe degli sprechi di bilancio che sono davvero troppi e a poco servono i tagli orizzontali fatti da Tremonti ai ministeri: tutti contenti, tutti scontenti. Il sistema parlamentare non è una famiglia e i soldi dello stato non sono un'eredità da spartire tra i figli (eredi) in parti uguali. Un mio amico, che di mestiere fa il manager in una multinazionale che produce airbags, mi dice che ha letto bene il contratto proposto da Marchionne e che lo ha trovato assolutamente valido, anche per gli stessi operai.