BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

IL FATTO/ Lo sprint del telelavoro aiuta imprese e dipendenti

Portatile_Telefonino_PennaR400.jpg(Foto)

C’è l’esempio virtuoso dell’Astrazeneca, che ha implementato il telelavoro tra i suoi dipendenti fin dal 2002 - lo stesso anno in cui veniva ratificato l’accordo quadro europeo in materia, e due anni prima del suo recepimento in Italia, come ha ricordato Rita Pavan della Cisl -; e ci sono i casi delle aziendine brianzole, di cui ha parlato Ambra Redaelli (presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Lombarda), nelle quali le macchinette del caffè sono dotate di timer, per impedire ai dipendenti di perdere tempo con la colazione alle otto del mattino.

 

L’attenzione ai dipendenti in quanto individui dotati di una propria vita privata è uno degli elementi decisivi per l’inserimento nella classifica dei “Great places to work”, le 100 migliori aziende quanto a qualità della vita dei lavoratori, stilata anche in Italia in base alle analisi sul clima aziendale e alle politiche dichiarate dalle aziende. Tra le migliori aziende del 2010 spiccano le 20 che hanno esteso programmi di flessibilità a tutti i propri collaboratori, le 9 che hanno introdotto progetti strutturati di telelavoro, ma ancor più le 8 che consentono forme di telelavoro informale a tutti i lavoratori e le 5 che lo fanno almeno per alcuni ruoli e livelli inquadramentali.

 

Si tratta ancora di una minoranza rispetto al totale: una minoranza in crescita lenta, ma costante, che fa ben sperare che la percentuale di telelavoro dell’Ue, passata dal 5% al 7% dal 2000 al 2005, possa tra non molto conoscere un’accelerazione più decisa. Per il bene dei lavoratori, e per quello del lavoro.

© Riproduzione Riservata.