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IDEE/ Ichino (Pd): Marchionne ha ragione, lasciamoci alle spalle gli anni ‘70

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Innanzitutto attivare un buon servizio di orientamento scolastico e professionale, che in Italia esiste ancora soltanto in forma embrionale. Se fosse efficiente e capillare, capace di raggiungere ogni giovane all’uscita da ciascun ciclo scolastico, consentirebbe un più facile incontro fra domanda e offerta per tutti i posti di lavoro scoperti di cui si è detto prima.

 

E i giovani che cosa possono fare per loro stessi?

 

Aumentare la loro mobilità professionale e geografica, imparare a conoscere meglio il mercato del lavoro, per affinare le loro strategie occupazionali. Certo, per questo avrebbero bisogno anche di un servizio di orientamento professionale che li aiutasse, li istruisse, li informasse.

 

È stato approvato il “collegato-lavoro”: cosa le piace e cosa non le piace di questo provvedimento?

 

Mi piace la norma che rende più precisa la definizione del principio della trasparenza totale nelle amministrazioni pubbliche, rispetto a quella contenuta su questa materia nella legge Brunetta dell’anno scorso. È nata da un emendamento concordato da me con il relatore. Per il resto, disapprovo recisamente questo modo di legiferare caotico e disorganico, che aggrava l’illeggibilità della nostra legislazione del lavoro di cui parlavo prima.

 

Cosa pensa in particolare della parte della nuova legge relativa all’arbitrato?

 

A causa di quella caoticità e disorganicità prevedo che anche la nuova disciplina dell’arbitrato non avrà alcuna apprezzabile applicazione: troppo costoso districarsi tra quei quaranta commi e sottocommi; troppo rischioso azzardarsi ad attivare un arbitrato in quel contesto normativo irto di vincoli e trappole procedurali. Se si voleva davvero promuovere l’arbitrato in modo efficace, sarebbe bastata una norma di tre righe, che attribuisse alla contrattazione collettiva la possibilità di vincolare le parti all’arbitrato su tutte le materie di competenza esclusiva della contrattazione stessa. Ho proposto un emendamento che conteneva quelle tre righe: sarebbe stato il modo per fare davvero dell’arbitro “la voce del contratto collettivo”. Ma maggioranza e Governo lo hanno respinto, senza spiegare perché.

 

Cosa pensa invece dello Statuto dei lavori preannunciato dal ministro Sacconi?

 

Non ne posso pensare niente, dal momento che è stato annunciato a più riprese, dall’inizio di questa legislatura, ma non se ne è mai vista neppure una prima bozza.

 

Pensa che a 40 anni di distanza servano delle modifiche allo Statuto dei lavoratoridel 1970?

 

A me sembra evidente che quella legge vada in larga parte riscritta, innanzitutto per adattarla a un contesto completamente mutato: basti pensare che, quando lo Statuto venne emanato, nelle nostre aziende non c’erano i personal computer, non c’era internet, non c’era la posta elettronica; ma non c’erano neppure i fax e le fotocopiatrici. Lo Statuto va riscritto, poi, anche per consentirne un’applicazione più universale: oggi, quella legge nella sua interezza si applica a meno di metà dei lavoratori in posizione di sostanziale dipendenza dall’azienda per cui lavorano.

 

Quali sono le modifiche principali che lei apporterebbe?


COMMENTI
31/10/2010 - giovani e maturi (Antonio Servadio)

va benissimo promuovere i giovani, spesso del tutto sprovveduti (ma sempre meno) al momento del diploma. Colpisce però che -apparentemente- nessuno si interessi dei maturi, quei soggetti che recano esperienze fondamentali per il "come" si lavora (la tanto decantata qualità) e per la continuità delle conoscenze. Forse che il giovanilismo che ci affligge con il modus vivendi del "be stupid" e con l'estetismo a tutti i costi si sta sostituendo (anche in politica, anche nel lavoro) alla gerontocrazia di buona memoria ? E' mai possibile che in questo paese si può solo oscillare tra estremi ?

 
29/10/2010 - Da Ichino proposte condivisibili. (Giuseppe Crippa)

Noto con piacere che molte delle idee di Ichino siano condivisibili anche “da destra” e che siano anche coerenti con un’ottica di “sussidiarietà”. Due esempi: La frase di Ichino: “Occorre agire nello stesso tempo su due piani: quello dell’aumento della domanda di lavoro e quello del miglioramento dei canali di incontro fra domanda e offerta nel mercato.” Sarebbe certamente condivisibile anche dal Ministro Sacconi. E l’auspicio di Ichino a trovare un modo per rendere efficace la contrattazione aziendale: “… un accordo interconfederale, firmato da tutti, sui criteri di verifica della rappresentatività nei luoghi di lavoro, che detti una disciplina chiara della legittimazione a negoziare al livello aziendale modifiche alla disciplina contenuta nel contratto collettivo nazionale.” cos’altro è se non un passo nella direzione di una “sussidiarietà sindacale” ? A questo punto mi chiedo: perché le proposte di Ichino non vengono discusse nell’Intergruppo per la Sussidiarietà?