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CRISI/ Come può il sindacato tornare ad aiutare i lavoratori?

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A proposito delle cosiddette “deroghe contrattuali” non ha nessun costrutto invocare il tradimento dei diritti o lo stravolgimento della Costituzione; si tratta, invece, di adeguare norme, peraltro abbastanza obsolete, o di costruirne nuove e più adeguate alla realtà. Infatti negli altri settori, dalla chimica all’alimentazione, dall’energia al tessile e altri, è normale che una impresa che intende investire venga “agevolata” nell’utilizzo degli impianti, con particolari forme di retribuzione, con soluzioni ad hoc, magari temporalmente definite e di transizione, in un incontro di reciproche convenienze per l’impresa stessa, i lavoratori attuali e futuri e il territorio circostante.

 

In questo senso il tema dei contratti collettivi continuerà a tenere banco e non è un caso che, forse, la Cgil di Susanna Camusso (che dal prossimo 3 novembre sostituirà Epifani) ha intravisto la possibilità di tornare in gioco, per non continuare a essere “fuori” dai processi decisionali: le prime prove le abbiamo notate a Genova, nel Convegno di Confindustria degli scorsi giorni.

 

In definitiva, anche la contrattazione pone a tema la libertà, la libertà delle Parti sociali, delle rappresentanze sociali, nel perseguire cose utili e adeguate alla realtà, nella prossimità alle persone coinvolte, delle imprese e delle comunità che abitano e vivono nei territori di questo nostro Paese; questo a noi pare la posta in gioco, più che l’ossequio a schemi e procedure figlie di un passato che non possiamo più permetterci.

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COMMENTI
15/10/2010 - La centralita' della persona nella societa civile (Z sara)

"Non ha nessun costrutto invocare il tradimento dei diritti o lo stravolgimento della Costituzione; si tratta, invece, di adeguare norme, peraltro abbastanza obsolete, o di costruirne nuove e più adeguate alla realtà." Tutto vero. Ma questo e' possibile solo se si riporta al centro del dibattito la persona e il dovere del datore di lavoro di rispettare la sua dignita' e non le dinamiche e i processi, i costi e i benefici. E' chiaro dai comportamenti assunti da certi personaggi in questi mesi, che qualcuno (ahime' piu di uno) con la scusa della crisi e in nome dei cambiamenti imposti dalla globalizzazione, sta cercando di "costruire nuove norme" che pendono un po' troppo dalla propria parte e troppo poco dalla parte lavoratore. Sarei piu serena se questi promotori del "cambiamento" fossero vigilati dai custodi della civilta'.