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Lavoro

IDEE/ Tarantini (A2A): oltre il posto fisso, c'è un modo per battere la crisi del lavoro

Lavoratore_tristeR400.jpg(Foto)

Anche di fronte alla crisi che distrugge posti di lavoro, tutto dipende da come ci si pone. Non ci sono condizioni esterne, per quanto complicate e difficili, che tengano. Nelle crepe della vita si può sempre aprire lo spazio di un’esperienza nuova. È evidente che il mondo è cambiato e che il cosiddetto posto fisso diventerà una merce sempre più rara. Per tali motivi è ancor più fondamentale far leva sulla capacità delle persone di mettersi insieme, di sviluppare un’intelligenza creativa che sappia tradursi in lavoro, di ripensarsi continuamente. E questa, come dimostrano molti esempi, può diventare anche un’esperienza affascinante.

 

Nel suo messaggio il Papa scrive che «è parte dell’essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l’anelito per ciò che è realmente grande». Mi chiedo se non sia sintomo preoccupante di un paese invecchiato quello di prospettare ai giovani, dietro la retorica del posto fisso e delle garanzie, il paradigma di un lavoro che ha nella routine dell’impiegato con carriera programmata la sua icona. Perciò se la crisi può essere un’occasione per introdurre aria nuova in una società che si è ripiegata su se stessa, per tornare a impegnarsi nella sfida per ciò “che è realmente grande”, ben venga.

 

Per quanto mi riguarda posso testimoniare come la mia attività lavorativa è stata resa viva e interessante più che dagli obiettivi di carriera, dall’aver tenuto desto il desiderio di compimento che ci fa vivere con stupore e passione ogni giorno. I miei compagni degli anni dell’adolescenza mi ricordano sempre una mia ripetuta implorazione a Dio affinché mi rendesse il lunedì uguale al sabato e alla domenica. Mi rattristava infatti vedere le persone che cambiavano di umore fra la fine e l’inizio della settimana per il tormento di tornare al lavoro. Posso dire di esserci riuscito e vi assicuro che non è cosa da poco.

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