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Lavoro

SOTTO LA LENTE/ Così Facebook, LinkedIn e i social network cambiano il mercato del lavoro

Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn (Foto Ansa)Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn (Foto Ansa)

I professional social network più famosi sono sicuramente LinkedIn, Viadeo e Xing, che sono anche quelli cosiddetti “generalisti”. Ve ne sono infatti alcuni che sono specializzati su temi specifici, come FinRoad, che si occupa solo di finanza, o ASmallWorld che ha utenti che lavorano prevalentemente nel mondo del lusso.

 

In questa nuova situazione, il curriculum ha ancora una funzione?

 

Il curriculum resta ancora un documento indispensabile nel confronto diretto tra candidato e selezionatore. Ma quest’ultimo oggi può anche avere utili informazioni sul candidato, se questi è presente sui professional network. Può, per esempio, vedere che contatti ha, magari con colleghi dello stesso settore, e che referenze ha raccolto.

 

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo tipo di strumento?

 

I candidati sono favoriti nella possibilità di rendersi visibili sul mercato, al di là di un documento cartaceo o in formato elettronico sulle proprie esperienze lavorative quale è il curriculum. Possono anche eventualmente trovare il profilo del capo del personale con cui avranno un colloquio e prepararsi di conseguenza. Avere referenze sui professional network può rivelarsi un vantaggio per essere notati. Ma in alcuni casi può rivelarsi uno svantaggio, perché la “raccomandazione” può provenire da una persona ritenuta poco affidabile oppure semplicemente antipatica agli occhi del selezionatore. Lo svantaggio forse più evidente è però relativo alla privacy, che non è così facilmente tutelabile su internet, come dimostra Facebook. Quindi bisogna sempre prestare attenzione a quello che si mette in mostra di sé, a come ci si comporta sulla rete.

 

Le imprese e le agenzie per il lavoro sono pronte o si stanno attrezzando per questo fenomeno?