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Coinvolgete i lavoratori nel destino dell’impresa

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Finora, le relazioni industriali in cui entrambe le parti abbiano un vantaggio risultano poco diffuse. Sono più ampie le prassi negoziali a somma zero, in cui non c’è il massimo impegno comune a crescere, i ruoli sono ben distinti, la torta da dividere ha contorni incerti. Relazioni industriali in cui entrambe le parti vincono, presuppongono, invece, una propensione a condividere informazioni, poteri e responsabilità per il bene comune. Perché questi obiettivi si raggiungano, dunque, è importante inserire nello sforzo dicambiamento l’intero mondo del lavoro e tutti gli attori sociali che lo rappresentano. Ecco perché la concertazione trova oggi, anche grazie al nuovo assetto contrattuale, una grande opportunità da saper cogliere per il benessere dei lavoratori, dei pensionati e delle loro famiglie. Solo con una maggiore contrattazione, infatti, si potrà realmente favorire lo sviluppo complessivo del paese, delle aree ricche e di quelle più povere o decentrate e, quindi, alimentare un’effettiva e completa coesione sociale.

 

La progressiva perdita del potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, l’aumento del rischio di povertà (soprattutto nelle aree del Mezzogiorno), la difficoltà di erogare i servizi assistenziali e sanitari per i vincoli posti al bilancio pubblico: tutte queste cose hanno finito per determinare nel nostro paese una situazione di estrema difficoltà per milioni di persone, che si aggiunge, nell’attuale situazione di crisi, ai problemi derivanti dalle sospensioni e dalle interruzioni dei rapporti di lavoro.

 

Per altro verso, emerge sempre più con evidenza l’esigenza di collegare i rapporti di lavoro (orari, flessibilità, diritti sociali, gestione del tempo libero) alle scelte aziendali e a quelle degli enti locali. La stessa attuazione del federalismo fiscale determinerà un ruolo sempre maggiore del livello decentrato, con amministratori locali e organizzazioni sindacali che dovranno assumersi la responsabilità di adottare soluzioni capaci di portare a sintesi esigenze espresse da comunità sempre più diverse, nelle aspettative e nelle richieste.

 

C’è, dunque, la necessità di riprendere con maggiore vigore la discussione sullo sviluppo socio-economico, sulla crescita della produttività e sul recupero dei salari reali rispetto ai profitti. Questo è l’obiettivo della Cisl.Ci batteremo sempre per mantenere inalterati ed estendere ancora di più i diritti dei lavoratori con la contrattazione, la bilateralità, l’autonomia dalle scelte dei partiti. Questo è il nostro passato, presente e futuro. Una straordinaria esperienza sindacale e un protagonismo nella società italiana che a distanza di sessant’anni di lotte e di conquiste, è oggi sempre più fondamentale per la democrazia e il progresso civile ed economico del nostro paese.

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