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Lavoro

LAVORO/ Angeletti (Uil): bene lo Statuto di Sacconi, i "problemi" sono produttività e Cgil...

Luigi Angeletti (Foto Ansa)Luigi Angeletti (Foto Ansa)

Il progetto va avanti e Pomigliano ha rappresentato una prima importantissima tappa. Sono anni che chiediamo alla Fiat di consolidare e accrescere la produzione di auto negli stabilimenti italiani. Li abbiamo convinti e l’accordo di Pomigliano, che porta la produzione della Panda in Italia, garantendo così occupazione e futuro a quello stabilimento, è una vittoria dei sindacati e dei lavoratori. Ora occorrono accordi anche per rilanciare gli altri siti, a partire da Mirafiori. Ma sarebbe un errore pensare che si possa esportare il cosiddetto “modello Pomigliano” negli altri stabilimenti della Fiat: ogni singola fabbrica è una realtà a sé stante con le sue specificità che richiedono approcci e soluzioni diversificate.

 

Dall’accordo di Pomigliano si è cominciato a parlare di “modello Marchionne”. Credete che questo possa cambiare in positivo il sistema Paese oppure ha ragione chi ritiene che si compiano strappi alla democrazia e ai diritti costituzionali?

 

Chi parla, con riferimento alla vicenda Fiat, di strappi alla democrazia e ai diritti costituzionali, mente sapendo di mentire o non sa di cosa parla. Negli stabilimenti Fiat esistono più tutele e più diritti che in altri stabilimenti europei. Così come in tantissimi altri posti di lavoro, ogni tre anni, nel segreto dell’urna, i lavoratori scelgono i loro rappresentanti sindacali. A Pomigliano, c’è stato un referendum con cui i lavoratori hanno detto sì all’accordo. Non è stato intaccato alcun diritto, men che meno un diritto costituzionale. Al contrario, con quell’accordo, sarà garantita l’occupazione in una realtà difficile dal punto di vista sociale come è la Campania e ci sarà anche una crescita del salario in presenza di maggior lavoro. Sono questi i risultati a cui deve puntare un sindacato.

 

L’atteggiamento della Fiom rischia di mettere a rischio le relazioni industriali o di creare comunque problemi nei rapporti tra le tre confederazioni?

 

La Fiom ha una visione tutta politica dell’essere sindacato: è una scelta e un problema suo. Le relazioni industriali proseguono per la loro strada: negli ultimi dieci anni, su quattro rinnovi contrattuali la Fiom ne ha firmato uno solo, eppure i metalmeccanici e anche i loro iscritti hanno continuato ad avere aumenti salariali grazie agli accordi firmati da Uilm e Fim. Per i lavoratori, che sono quelli che contano realmente, non vediamo dov’è il problema. Da questo punto di vista, quel che sarà dei rapporti tra le tre confederazioni, non è decisivo. Vedremo se la Cgil avrà intenzioni serie di riprendere il filo del dialogo che ha interrotto con Uil e Cisl proprio sul punto centrale dell’azione sindacale: la riforma del sistema contrattuale.

 

La Cgil scenderà in piazza il 27 novembre. Condividete le motivazioni di questa manifestazione?

 

Sinceramente non ricordo quali siano le motivazioni della manifestazione della Cgil. So solo che se la Cgil vuole ricostruire un percorso unitario, questa non è la strada giusta.

 

(Lorenzo Torrisi)

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