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LETTERA/ Un viaggio nel lavoro in Cina, dove i diplomati si vendono all’asta

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La legge che regolamenta il lavoro con contratti scritti obbligatori e chiari è nata solo nel 2008 (Labour Law), quindi moltissime persone non sanno nulla del mondo del lavoro e delle sue opportunità. A livello culturale, per molti lavoratori che vengono dalle provincie più povere, l’incontro con la vita di fabbrica e di città ha un forte impatto, e spesso dopo neanche un mese rinunciano e tornano a casa. I bassi salari e le pessime condizioni di lavoro in alcuni casi fanno il resto.

 

In Cina poi esistono piccole agenzie, che a differenza delle vere Agenzie per il Lavoro si fanno pagare dai candidati per farli accedere alle proposte di lavoro. Queste piccole realtà sono spesso il punto di partenza per i lavoratori migrati da altre provincie che si approcciano con la nuova città, e a volte si fanno pagare anche dalle agenzie in difficoltà col reclutamento; non lavorano direttamente con le aziende perché non sono in grado di effettuare un servizio completo di delivery dei lavoratori temporanei. Altre importanti realtà per il reperimento di manodopera sono le scuole, che ormai però vendono a peso d’oro i loro diplomati alle aziende, a volte con vere e proprie aste.

 

Nei prossimi anni occorrerà senza dubbio una campagna di sensibilizzazione su questi aspetti per fare in modo che un’economia che cresce del 10% annuo, con 1,3 miliardi di abitanti e la prospettiva di invecchiamento della popolazione dovuta alla politica del figlio unico, non si ritrovi “a corto di braccia” per continuare a crescere. Nel frattempo il governo cinese si sta muovendo nella direzione dell’unificazione normativa, partendo dalla Social Security (più o meno l’equivalente dei nostri contributi previdenziali) e dalle tasse.

 

Sarà interessante vedere se la forza lavoro sarà in grado di recepire il cambiamento e adattarsi o se sarà ancora più difficile reclutare, o ancora se il web recruiting potrà diventare uno strumento interessante e aprire nuovi scenari. La risposta probabilmente non sarà, come avrete ormai capito parlando di Cina, una sola.

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