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IN PIAZZA/ Camusso (Cgil): ecco perché il modello Marchionne non ci convince

Domani la Cgil sarà in piazza a Roma. Appuntamento importante per SUSANNA CAMUSSO, neo leader del sindacato e protagonista di questa intervista

Susanna Camusso (Foto Ansa) Susanna Camusso (Foto Ansa)

Oggi i sindacati incontreranno a Torino la Fiat per parlare del futuro dello stabilimento di Mirafiori. E domani la Cgil sarà in piazza a Roma per una manifestazione nazionale dal titolo “Il futuro è dei giovani e del lavoro”, da sola senza le altre due storiche sigle confederali italiane, Cisl e Uil. Sarà un appuntamento importante per il sindacato di Corso Italia, soprattutto per il suo nuovo segretario generale, Susanna Camusso, protagonista di questa conversazione con ilsussidiario.net.

 

Quali sono le ragioni e le richieste della manifestazione di domani?

Dietro le parole “Il Futuro è dei giovani e del lavoro”, la richiesta che faremo è quella di cambiare radicalmente l’agenda politica del paese mettendo al centro il futuro. Un futuro che può delinearsi soltanto attraverso l’adozione di una strategia, di una missione per il paese, che passi attraverso la centralità dei giovani e dell’intero mondo del lavoro. Perché è soltanto nel lavoro che il paese può trovare una via d’uscita dalla devastante crisi economica e sociale che da oltre due anni attanaglia il paese; il lavoro e la sua dignità sono il solo antidoto al degrado morale e civile che imperversa e come un cancro attacca le istituzioni stesse; il lavoro inteso come sinonimo di futuro che, insieme a un ritrovato solidarismo e all’uguaglianza, può contrastare l’immobilismo e le scelte sbagliate di questo governo.

Oggi si terrà invece l’incontro tra sindacati e Fiat su Mirafiori. Qual è la sua opinione sulla questione di Pomigliano d’Arco e sul comportamento di Marchionne?

 

Sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, sul tentativo fallito di barattare diritti per lavoro, ci siamo espressi, ma ancor di più si sono espressi i lavoratori della Fiat. Noi chiediamo da giorni di capire concretamente cosa è “Fabbrica Italia”, cioè che cosa vuol dire in termine di modelli, di produzione, di cose da fare e dunque di quanto lavoro sarà necessario e disponibile. È quest’ambiguità di fondo nel comportamento di Marchionne, che si dimostra essere dispotico nei confronti dei lavoratori e muto sulle prospettive del gruppo, che non ci convince e ci fa dire che la testa del gruppo, insieme alla futura produzione, è ormai fuori dai confini del paese.

Che tipo di orientamento terrà, in qualità di nuovo segretario generale, verso la Fiom?


COMMENTI
26/11/2010 - Ma di chi parla Susanna Camusso? (Rudy Zerbinati)

Non è certo la determinazione che manca a Susanna Camusso, quello che manca è una comprensione della realtà della maggior parte dei lavoratori italiani: quella che opera nelle piccole e medie imprese. In queste realtà infatti il livello di impegno e di coinvolgimento perchè l'azienda vada avanti è molto consistente e come più volte esemplificato sul sussidiario ha già dato luogo a svariate forme organizzative e collaborative. Qui le problematiche sollevate dalla Fiom (o gli atteggiamenti contestati da Marchionne)sono marginali. Il modello di relazioni che funziona, pur con tutti i miglioramenti necessari, esiste già; in queste realtà generalmente i lavoratori non hanno come prima preoccupazione la difesa di diritti acquisiti ma piuttosto che l'azienda funzioni e l'imprenditore, normalmente coinvolto in prima persona nella conduzione, è il primo ad impegnarsi per non lasciare nessuno a casa. Facciano pure la Fiom e spesso anche la CGIL la loro battaglia di retroguardia ma almeno non pensino di rappresentare realmente il mondo delle persone che lavorano.