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Lavoro

IN PIAZZA/ Camusso (Cgil): ecco perché il modello Marchionne non ci convince

Susanna Camusso (Foto Ansa)Susanna Camusso (Foto Ansa)

Per noi il punto di riferimento rimane il piano per l’occupazione che abbiamo proposto al Congresso. Un piano straordinario che investendo sul lavoro può dare, come detto, un futuro al paese, il solo possibile contro il declino. Quanto alla scarsa produttività, noi non crediamo che il problema risieda nella sola produttività del lavoro, come molti sostengono - tantomeno nella risoluzione che si vuole dare con la detassazione del salario variabile - ma in un problema più generale e più complesso di produttività di sistema, dove incide la mancanza di infrastrutture, lo scarso valore aggiunto della produzione e altre questioni ancor più rilevanti della sola produttività del lavoro. D’altronde lo stesso Marchionne qualche mese fa sosteneva che il lavoro diretto rappresenta il 6-7% del totale costo del prodotto. Non è quindi nel lavoro che risiede la scarsa produttività del paese, ma in una rete più complessa di problemi che hanno a che fare con l’intero sistema della produzione.

 

La sua esperienza di lavoratrice e madre le sarà utile nell’affrontare i nodi ancora aperti della conciliazione tra famiglia e lavoro? Quali sono le azioni che il sindacato intende promuovere in questo campo?

 

È ancora difficile affermare alcuni diritti elementari per le donne come, ad esempio, la maternità e la conciliazione dei tempi di vita. Diventa anzi quasi più difficile rivendicare diritti in tempi di crisi economica, di precarietà abusata. Tempi dove, inoltre, l’immagine della donna è legata sempre di più al mercimonio. Noi vogliamo continuare a tessere e a trovare dei punti d’incontro tra famiglia e lavoro, passando per un rinnovato protagonismo di quella contrattazione sociale e territoriale che, insieme alla contrattazione diciamo così “classica”, è lo strumento fondamentale per dare centralità al tema fondamentale del rapporto tra lavoro e cittadinanza.

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COMMENTI
26/11/2010 - Ma di chi parla Susanna Camusso? (Rudy Zerbinati)

Non è certo la determinazione che manca a Susanna Camusso, quello che manca è una comprensione della realtà della maggior parte dei lavoratori italiani: quella che opera nelle piccole e medie imprese. In queste realtà infatti il livello di impegno e di coinvolgimento perchè l'azienda vada avanti è molto consistente e come più volte esemplificato sul sussidiario ha già dato luogo a svariate forme organizzative e collaborative. Qui le problematiche sollevate dalla Fiom (o gli atteggiamenti contestati da Marchionne)sono marginali. Il modello di relazioni che funziona, pur con tutti i miglioramenti necessari, esiste già; in queste realtà generalmente i lavoratori non hanno come prima preoccupazione la difesa di diritti acquisiti ma piuttosto che l'azienda funzioni e l'imprenditore, normalmente coinvolto in prima persona nella conduzione, è il primo ad impegnarsi per non lasciare nessuno a casa. Facciano pure la Fiom e spesso anche la CGIL la loro battaglia di retroguardia ma almeno non pensino di rappresentare realmente il mondo delle persone che lavorano.