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Lavoro

FIAT/ La “tappa” di Mirafiori fermerà la Fabbrica Italia di Marchionne?

Lo stabilimento Fiat di Mirafiori (Foto Ansa)Lo stabilimento Fiat di Mirafiori (Foto Ansa)

Su queste basi, il confronto azienda-sindacati iniziato a Torino sembra segnato. Come potranno, i sindacati rifiutarsi? La Cgil dice che occorre, prima, vedere il piano complessivo di Marchionne per “Fabbrica Italia”, ma in realtà il piano ormai è chiaro. E punta a “polonizzare” le produzioni in Italia, unica maniera per mantenerle. Un aut-aut. Il sindacato finirà con l’accettare, come ha accettato a Pomigliano.

 

Non resta che incrociare le dita sperando che Marchionne abbia ragione e che questo salto all’indietro nelle condizioni di lavoro in Italia non venga speso invano. Dipenderà molto anche dalla parte di compiti aziendali che le maestranze operaie non hanno alcun modo, e alcuna capacità, di condividere: la qualità della progettazione, l’incisività del marketing, tutto quello su cui la Fiat degli ultimi anni ha lasciato sempre molto a desiderare. E che nell’era Marchionne ancora non ha brillato, perché né la Nuova Cinquecento, né la Panda, né le nuove Alfa hanno regalato grandi sussulti al gradimento dei modelli torinesi sul mercato.

 

Meglio polacchi che disoccupati, certo. Ma diventare polacchi per poi ritrovarsi comunque fuori tra un paio d’anni sarebbe la peggiore delle beffe.

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