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Lavoro

CGIL/ Fiom e Pomigliano, le "scomode" eredità che Epifani lascia alla Camusso

Susanna Camusso (Foto Ansa)Susanna Camusso (Foto Ansa)

Un sindacalismo meramente antagonista appare come un semplice e inutile esercizio di retorica, un volersi trincerare dietro rivendicazioni rese vane da una realtà in continuo mutamento. Inoltre, non si può dimenticare la violenza sempre in agguato (si pensi solamente ai recenti attacchi alla Cisl) che trova il proprio humus in un clima avvelenato e di ideologica contrapposizione. Oggi è sempre più necessario un sistema di relazioni industriali di tipo collaborativo che nel confronto - talvolta anche acceso - sappia trovare le migliori soluzioni per affrontare le criticità del lavoro.

 

Non significa in alcun modo confondere il ruolo delle parti né rinnegare la vocazione del sindacato, ma di avviare una nuova stagione di promozione del lavoro e delle persone nel lavoro. Questo in parte già avviene in tutti quei contesti in cui la contrattazione si sposta a livelli territoriali al fine di ricercare le migliori soluzioni nei differenti realtà locali. Si tratta dunque di continuare in una linea di confronto che mette al centro una collaborazione tra le parti sociali che sia libera dai legacci ideologici per dare una risposa concreta ed effettiva ai bisogni del mondo del lavoro e della società.

 

Si tratta, dunque, di una sfida culturale, ancor prima che sociale o economica, per il nuovo segretario generale della Cgil e dalla quale dipenderà una nuova stagione delle relazioni industriali in Italia.

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