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Lavoro

LAVORO/ Treu: ecco le nuove regole che dividono Fiat dai sindacati

A Mirafiori potrebbe essere raggiunto un accordo, ma - spiega TIZIANO TREU - resterebbe il problema della rappresentanza da risolvere

Fiat_Catena_RetroR400.jpg(Foto)

La “questione” Fiat continua a scuotere i rapporti sindacali e minaccia di aggravare le tensioni. L’approvazione dell’accordo di Pomigliano da parte di una larga maggioranza di lavoratori e la successiva “ratifica” delle deroghe al contratto nazionale non sono bastate a chiudere il caso. E il negoziato a Mirafiori si presenta difficile.

La Fiom partecipa alle trattative, ma ribadisce il suo dissenso sia sul merito delle questioni (straordinari, pause, turni), sia sul punto delicato dei diritti sindacali. La Fiat si dichiara insoddisfatta, prospettando la sua possibile uscita dal sistema contrattuale e dalla Confindustria.

Per rispondere a queste pressioni, i contraenti nazionali Federmeccanica e Fim-Uilm-Fismic (esclusa la Fiom) sono orientati a definire norme specifiche per il settore auto che vengano incontro alle esigenze aziendali, ma che restino nell’ambito del contratto nazionale. La possibilità di norme specifiche, legata ai caratteri di un dato settore, è già prevista nel contratto dei metalmeccanici e ha precedenti in altre categorie.

Una simile opzione permetterebbe di dare soluzioni nuove alle questioni critiche poste dalla Fiat (organizzazione degli orari di lavoro, straordinari, pause, turni, ecc.) senza rompere il quadro nazionale e anche senza richiedere deroghe specifiche concordate di volta in volta. Si tratta di vedere se una simile innovazione è sufficiente per dare le risposte chieste dall’azienda. Questo non dovrebbe essere impossibile se si guarda al merito delle questioni che possono tutte essere risolte con le nuove regole.

Ma non è detto che queste risposte siano sufficienti se non si affronta il tema generale della esigibilità degli accordi che venissero raggiunti. La certezza è un punto critico più volte rilevato dall’azienda, ma in realtà è necessario per tutte le nostre relazioni industriali, se vogliono contribuire alla efficienza e alla competitività del sistema economico.