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Lavoro

LAVORO/ Treu: ecco le nuove regole che dividono Fiat dai sindacati

Fiat_Catena_RetroR400.jpg(Foto)

Le parti pensano di sottoporre a referendum l’accordo che venisse concluso a Mirafiori. È una scelta giusta, ma può non essere sufficiente a garantire la tenuta giuridica dell’accordo di fronte a comportamenti dissidenti. Per questo la vicenda ripropone il tema generale delle regole sulla rappresentanza e rappresentatività sindacale.

 

L’assenza di regole in proposito non ha avuto conseguenze rilevanti in passato finché i contratti sono stati conclusi unitariamente dai sindacati più rappresentativi. Quando la pratica unitaria viene meno, come sta avvenendo in questo periodo, regole condivise diventano necessarie per rendere operativi i contratti e per governare i rapporti di lavoro nelle imprese. Per questo è importante che le organizzazioni sindacali, compresa la Cgil, trovino un accordo sulle regole.

 

Una base di partenza potrebbe essere la bozza di intesa concordata nel 2008 fra le tre maggiori confederazioni. In parlamento sono presenti diversi progetti di legge sull’argomento, alcuni ispirati alla bozza del 2008; ma una legislazione in materia dovrebbe intervenire a valle di un accordo fra le parti: in tal senso si è espresso anche il governo.

 

La ricerca dell’intesa va perseguita con determinazione da tutte le parti, a cominciare dalla Fiat, e per altro verso dalla Cgil, che deve esercitare una sua influenza anche sulle posizioni intransigenti della Fiom. Il coinvolgimento dei lavoratori e dei sindacati è essenziale per ottenere risultati durevoliin momenti così difficili.

 

Lo mostra lo stesso caso Chrysler, ove un accordo è stato reso possibile perché i lavoratori sono stati chiamati a fare sacrifici, anche più duri che da noi, ma sono stati coinvolti a fondo nella gestione della crisi. Le forme del coinvolgimento da noi possono essere diverse: ma al di la delle forme il principio è lo stesso.

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