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Lavoro

Quando il lavoro riesce a rendere libero chi non lo è più

Viviamo in una società dove chi sbaglia è dannato: ma ci sono anche delle eccezioni

Carcere_Luce_SbarreR375.jpg(Foto)

Viviamo in una società dove chi sbaglia è dannato: dentro o fuori le sbarre rimarrà sempre prigioniero dei suoi errori, un malvagio da emarginare. Ben diversa è la posizione di chi è stato trattato diversamente. Trattato da qualcuno convinto che, qualunque delitto sia stato commesso, c’è sempre la possibilità di cambiare e ricominciare.

Anzi, è possibile riprendere un livello di coscienza che non si aveva prima, quando magari si era convinti delle proprie capacità, e della propria forza. Questa è la posizione di cui abbiamo bisogno di fronte a chi sbaglia, a noi stessi, ogni volta che sbagliamo.

“Incontro nell’incontro” consiste in una serie di riflessioni, commenti, racconti, che Carlo, Alberto (due detenuti del carcere Bassone di Como) e Patrizia, la responsabile della cooperativa Homo Faber che organizza il lavoro in carcere, si scambiano, in nome di un semplice rapporto di simpatia e amicizia nato dietro le sbarre. Presenze che fanno rinascere la speranza in un ambiente dove non si dovrebbe aver più speranza. Anche in carcere un “incontro” che parli al cuore può cambiare un uomo.

Lungo la lettura di queste pagine, ci si convince che il carcere è un luogo limite, in cui l’esperienza umana è costretta ad emergere in modo più radicale e per questo la speranza e la libertà appaiono molto più grandi della mera realizzazione delle nostre immagini umane. E così, la libertà che traspira dall’esperienza qui raccontata è di monito a tutti perché mostra che la libertà nasce dall’intimo dell’animo umano e travolge ogni condizione.