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Quando il lavoro riesce a rendere libero chi non lo è più

Carcere_Luce_SbarreR375.jpg (Foto)

Non c’è condizione a cui si è sottoposti che possa annullare la nostra grandezza perché essa consiste nella nostra capacità di rapporto con l’Infinito. È ciò che Patrizia non si stanca mai di richiamare: “Il Destino ha un volto preciso, un volto buo­no che sa sempre come guardarci”. E questo è quanto si ha bisogno di sperimentare e ridire, innanzitutto a se stessi: “Il quotidiano che vivo con questi uomini che mi sono messi davanti, che incontro in car­cere per due giorni alla settimana, con i quali lavoro, è diventato segno del Mistero presente nella mia vita”.

 

Chiunque faccia un lavoro su di sé, ha qualcosa da insegnare agli altri. E più facilmente chi ha sbagliato gravemente capisce il valore di ciò che ha e del suo compito nella società, meglio di chi pensa di non sbagliare mai.

 

Oggi la funzione rieducativa prevista dalla Costituzione è spesso disattesa. Accade così che nella maggior parte dei casi non è vero che le carceri sono luoghi di recupero e di redenzione dei detenuti. Se ancora interessa l’articolo della Costituzione sullo scopo redentivo del carcere, occorrerebbe non ignorare ciò che la realtà ci suggerisce…

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