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FIAT/ Ecco la nuova "ricetta" Marchionne che spaventa gli industriali

L'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, ha messo a nudo l'inadeguatezza del sistema industriale italiano alle sfide del mercato globale. L'analisi di STEFANO CINGOLANI

Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica) Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

Chi ha paura di Sergio Marchionne? Le reazioni alla sfida dell'amministratore delegato Fiat sono sorprendenti, talvolta addirittura paradossali. Lo dimostra il dibattito aperto sulle colonne del Foglio, al quale fanno da pendant l'imbarazzo del Sole 24 Ore, il silenzio della Stampa, il giornale di casa Agnelli, lo scetticismo del quotidiano controllato indirettamente, il Corriere della Sera. Come sepolcri imbiancati, gli industriali privati assistono sospettosi, pronti a cogliere i vantaggi eventuali delle nuove relazioni industriali "all'americana", ma attenti a non subirne le ricadute negative. Perché mai?

Si potrebbe citare Alessandro Manzoni nel celeberrimo passo su don Abbondio. Certo, è comprensibile l'imbarazzo di Emma Marcegaglia: magari in cuor suo è d'accordo con la scossa Marchionne, ma teme di non poter gestire le lacerazioni dentro la Confindustria e di inimicarsi il governo. Tace Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi teme di dover dare ragione «alle Cassandre che hanno dubitato delle buone intenzioni di Fiat». Prende cautamente le distanze Paolo Romani. Un imprenditore importante come Giorgio Squinzi, considerato vicino a Silvio Berlusconi, vanta, come esempio virtuoso e alternativo, il modello consensuale dei chimici. Resta silente Fedele Confalonieri.

Solo l'ex presidente di Confindustria, Antonio D'Amato, che pure non ha mai amato la Fiat e non lo nasconde, vuol cogliere l'occasione per una riforma profonda e radicale: "Lavorare di più, lavorare tutti", dice, perché la Cina è davvero vicina.

Sorprese si manifestano anche in campo sindacale. Scontato è il fronte dei no guidato dalla Fiom. Così come coraggioso, ma abbastanza prevedibile, è il consenso di Sergio Chiamparino, "il pullover di sinistra", ha titolato Il Foglio. Meno comprensibile appare la reazione della Cisl. Dopo che Raffaele Bonanni ha appoggiato l'accordo di Pomigliano d'Arco, non se la sente di andare fino in fondo anche a Mirafiori. Come mai?


COMMENTI
20/12/2010 - Manca la variante "Vendola" (Euro Perozzi)

Ottima analisi manca solo la soluzione: per il momento l'unica che mi sembra apparire all'orizzonte con qualche preoccupazione per Chiamparino è il knowhow di Vendola che forse potrebbe convincere gli operai che non è poi cosi male prenderlo in quel posto.