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Lavoro

SOTTO LA LENTE/ Le quattro leve per dare lavoro ai giovani

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Il 2010 è ancora un anno segnato da profonde difficoltà, nonostante qualche spiraglio di assestamento abbia fatto capolino. Tuttavia, i dati del mercato del lavoro dell’autunno - sebbene registrino un lieve miglioramento - non appaiono confortanti sul versante dell’occupazione:

 

- Le ore di cassa integrazione complessivamente utilizzate in ottobre 2010 (fonte Inps) scendono a 100.806.175 dalle 103.228.193 del mese precedente (-2,4%).

 

- Se cala la CIG ordinaria dell’industria (da 20.096.446 ore di settembre a 18.526.933 di ottobre: -7,8%), tuttavia cresce l’utilizzo di quella in deroga (da 11.218.350 di settembre a 13.002.068 di ottobre: +15,9%) e nell’artigianato (da 10.476.290 a 12.478.388: +19,1%) nel medesimo periodo.

 

- Gli imprenditori, nelle diverse rilevazioni congiunturali, segnalano che la ripresa economica (quando arriverà…) non sarà accompagnata da una pari intensità di quella occupazionale.

 

- La quota di lavoratori dipendenti in Italia, sul totale degli attivi sul mercato del lavoro, è in progressiva crescita: dal 71,4% del 2000, al 77,9% nel 2009.

 

La prospettiva futura appare contrassegnata, quindi, da interrogativi soprattutto per le nuove generazioni perché in questa fase le imprese:

 

- Per fronteggiare le difficoltà dei mercati e recuperare in produttività, tendono a rivedere la propria organizzazione alla ricerca di una maggiore efficienza.

 

- Tendono a espellere i lavoratori meno qualificati e in esubero.

 

- Investono nella formazione dei propri dipendenti, aumentandone il livello di professionalità, ma cercano di limitare i nuovi ingressi.

 

Il rischio, per le giovani generazioni, è di galleggiare per diversi anni sul mercato del lavoro. Con il paradosso, peraltro, che sul mercato mancano ancora le figure professionali tecniche utili alle trasformazioni del sistema produttivo.