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IL FATTO/ Treu: uno sconto fiscale per chi vuol tornare a lavorare in Italia

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La platea interessata agli incentivi riguarda una varietà di soggetti, non solo ricercatori, ma in generale persone di alta qualificazione e con una consolidata esperienza di lavoro. L’incentivo si dirige a tutti i tipi di lavori, dipendenti, autonomi, professionali e di impresa.

 

Anche questo è un contenuto positivo e moderno della legge: perché tutti questi lavori sono preziosi e possono contribuire allo sviluppo del paese. Inoltre, la legge è aperta ai cittadini europei che hanno risieduto in Italia per 24 mesi e lavorato altrove e che vogliono rientrare nel nostro paese. Questa novità costituisce un valore aggiunto al provvedimento perché promuove la circolazione e l’attrazione dei talenti nel nostro paese, in un’ottica europea.

 

Ora è importante che la legge sia fatta conoscere al numero più ampio possibile di destinatari. L’impegno coinvolge tutti, imprese e istituzioni e associazioni che seguono la presenza degli italiani all’estero.

 

Un ruolo particolare spetta agli uffici consolari italiani all’estero, sia per far conoscere le opportunità della legge, sia per agevolare con gli adempimenti necessari l’effettivo rientro dei talenti potenzialmente interessati.

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