BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

SOTTO LA LENTE/ In un libro i dati del lavoro che cambia

Dati, raffronti, suggerimenti e strumenti per il mercato del lavoro sono contenuti nel nuovo libro “Dinamicità e sicurezza: i dati del lavoro che cambia”

Lavoro_LibroR400.jpg(Foto)

È stato da poco pubblicato il volume “Dinamicità e sicurezza: i dati del lavoro che cambia” (a cura di Mario Mezzanzanica - Docente presso la Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Direttore Scientifico del Crisp, Centro di ricerca interuniversitario per i servizi di pubblica utilità - ed edito da Guerini e associati) che presenta i risultati di un’attività di studio e monitoraggio delle dinamiche del mercato del lavoro degli ultimi anni (clicca qui per maggiori dettagli). Analizza infatti i percorsi lavorativi di 4 milioni di cittadini lombardi che, nel periodo che va dal 2004 al primo semestre 2009, sono stati interessati da circa 19 milioni di eventi, tra avviamenti, cessazioni, trasformazioni o proroghe di contratti di lavoro.

Un lavoro di ricerca esteso e approfondito, reso possibile grazie all’integrazione di dati provenienti da fonti informative eterogenee - comunicazioni obbligatorie, archivi amministrativi, bilanci aziendali - e al concorso di competenze multidisciplinari che hanno permesso di interpretare le analisi statistiche da diversi punti di vista: economico, giuridico, sociale. Il periodo di analisi affrontato fotografa un momento storico di profondo e strutturale cambiamento, segnato da nuovi trend del mercato del lavoro resi ancor più critici dalla crisi economica internazionale, iniziata nella seconda metà del 2008.

Gli Avviamenti al lavoro nel periodo analizzato, su un totale di oltre 7,6 milioni, riguardano per il 54% i giovani tra i 20 e i 34 anni e il 32% la fascia 35-49. La crisi economica, osservata attraverso i dati di flusso, ha prodotto due effetti sostanziali in questo ambito: una diminuzione degli avviamenti e un innalzamento della quota dei contratti flessibili rispetto a quelli permanenti. Nel primo semestre del 2009 si arriva al 67% di contratti flessibili rispetto ai permanenti che aumentando di 2 punti percentuali rispetto al 2008.

L’indagine ha approfondito anche l’aspetto dei percorsi lavorativi introducendo nuovi indicatori per studiarne le caratteristiche. Attraverso modelli di analisi studiati ad hoc sono stati creati dei cluster di percorsi di persone che hanno caratteristiche comuni. Sul totale dei lavoratori osservati, il 66% risulta stabile nella tipologia contrattuale, il 21% migliora la propria posizione e il 12% la peggiora, passando da forme permanenti a forme flessibili.

L'analisi propone inoltre un nuovo approccio: sono stati analizzati gli avviamenti non solo dal punto di vista dei contratti ma anche da quello delle qualifiche professionali, raggruppate in high, medium e low skill. Emergono risultati molto interessanti come, ad esempio, l’impatto che la crisi economica ha avuto sugli avviamenti distinti per qualifiche professionali: si osserva una diminuzione delle quote per le figure professionali meno qualificate mentre c’è stato un aumento relativo per gli skill professionali più elevati.