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Lavoro

ANTICIPAZIONE/ Bonanni (Cisl): caro Tremonti, tasse sui consumi, non su imprese e famiglie

Raffaele Bonanni (Foto Imagoeconomica)Raffaele Bonanni (Foto Imagoeconomica)

Quella del governo tecnico mi pare più una discussione estiva che un’opzione realmente percorribile. Penso anche che sarebbe una follia se si dovesse arrivare alle elezioni anticipate. Il nostro paese, che ancora non è uscito dalla crisi, non se lo può permettere proprio nel momento in cui gli altri stati si stanno dando da fare per trovare soluzioni utili al rilancio economico. La scelta del voto sarebbe la certificazione definitiva che la classe dirigente è divenuta un’oligarchia lontana dalla gente, dai problemi e dalle proprie responsabilità, attenta solo a mantenere il proprio potere. E se devo essere sincero, la classe dirigente non mi è apparsa molto cambiata dalla crisi: è sempre uguale a se stessa, persino in momenti così delicati per il paese.

 

Al Meeting parteciperà anche l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne. Ci sono evoluzioni nella vicenda di Pomigliano d’Arco?

 

Ci siamo lasciati prima delle vacanze con l’impegno a portare avanti il disegno di Pomigliano e di Fabbrica Italia, un piano che non ha precedenti per Fiat. È la prima volta che pianifica di investire così tanto denaro in così pochi anni, oltretutto senza fondi pubblici. Si tratta del più grande investimento deciso durante la crisi che, oltre a lasciare il segno nell’economia, avrà anche un grande valore simbolico: potrà fungere anche da traino rispetto ad altri imprenditori sia italiani che stranieri. Essi avranno la riprova che in Italia si può investire e che ci sono realtà che favoriscono gli investimenti, come la Cisl e la Uil, che al posto di abbandonarsi a polemiche e discussioni fanno il loro dovere.

 

Quale in questo caso?

 

Quello di cogliere l’importanza delle opportunità che sono offerte per tenere in vita aziende che altrimenti sarebbero spazzate via. Basta ricordare che Fiat fino a pochi anni fa era data da tutti per spacciata. Non dalla Cisl, però. Posso dire con orgoglio che abbiamo cooperato affinché l’azienda potesse rinascere. Ricordo che la Fiat tra dipendenti diretti e indiretti interessa circa 600-700 mila persone e ha opifici quasi esclusivamente nel Centro-Sud e ne costituisce l’ossatura industriale. Siamo quindi contenti che prima delle vacanze Fiat abbia ribadito la volontà di investire, date le garanzie che le abbiamo fornito. Con buona pace di coloro che hanno fatto discorsi anacronistici, ancor più fuori luogo in un contesto economico come quello attuale.

 

Si riferisce alla Fiom?

 

Sì, ma non solo. In verità ho notato che ci sono state simpatie mal celate o comunque spinte un po’ ciniche che hanno le hanno dato la possibilità di sostenere con forza argomenti che dovrebbero essere davvero lontani dagli interessi nazionali. Ho notato una buona parte dei media, e anche dell’economia, che non ha fatto ciò che si doveva fare in una situazione così importante.

 

Riguardo a Pomigliano, la nascita di una newco con un relativo contratto diverso dall’attuale hanno creato ulteriori discussioni. Su questo cos’ha da dire?

 

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COMMENTI
26/08/2010 - Tasse sui consumi? No, grazie! (Lorenzo ROMANO)

Caro Bonanni, l'equilibro economico finanza/impresa è saltato in conseguenza delle sprovvedute politiche dei Governi occidentali! Tassare i consumi significa strozzarli, quindi, uccidere il commercio. Il mio suggerimento è di uscire dalla logica IVA che risulta premiante per l'importazione di prodotti indocinesi e slavi (leggi "New Economy & Socialismo" Edizioni Associate, Roma - ISBN 9788826704937 ). Poi, - finalmente - abortire Maastricth e Schengen, bloccare definitivamente l'immigrazione clandestina, annientare le varie chinatown (cancro economico), ecc. Sono questi mali di cui soffre l'economia europea ed italiana! Per ogni straniero che lavora in Italia grazie alle minori pretese economiche ed alla sua produttività extra-sindacale, ci sono due o tre disoccupati indigeni, meglio leggere le statistiche nel modo corretto. L'AD Fiat sta facendo del suo meglio - lo scrissi 2 mesi fa - per compensare le cretinate compiute dagli euroministri i quali hanno svuotato di risorse la nostra nazione limitando la concorrenza industriale e adottando qualcosa di simile al fallimentare COMECON sovietico! La Storia insegna... ma a chi vuole! Parliamone se vuoi! rolo7@tiscali.it

 
22/08/2010 - Il sindacato più vicino ma non il più cercato. (Giuseppe Crippa)

Da questa interessante intervista nella quale Lorenzo Torrisi dà modo a Raffaele Bonanni di esprimersi in termini più accessibili del solito non soltanto sui problemi (FIAT, deroghe ai contratti, tassazione ...) ma anche sui valori specifici di questo sindacato (democrazia economica, sussidiarietà, partecipazione …) emerge chiaramente come questo sindacato sia il più vicino ai valori di libertà e di realizzazione personale anche nel lavoro dipendente cui tutti teniamo. Purtroppo però la mia esperienza di lavoro in una media impresa mi dice che tale percezione non sia adeguatamente condivisa: molti operai hanno ancora una visione antagonista di stampo marxista, molti impiegati credono di poter far più carriera non “contaminandosi” con un sindacato (salvo poi tornare con pretese esagerate nei momenti di difficoltà). Sono convinto che anche tra i lettori di questo articolo ci sarà qualche lavoratore dipendente non iscritto a nessun sindacato o magari iscritto a quello che gli sembra il più forte o che gli offre più servizi: sarei contento se mi spiegasse il perché.