BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

ANTICIPAZIONE/ Bonanni (Cisl): caro Tremonti, tasse sui consumi, non su imprese e famiglie

Raffaele Bonanni (Foto Imagoeconomica)Raffaele Bonanni (Foto Imagoeconomica)

Da tempo la Cisl ha lanciato l’iniziativa sul fisco. Non più per restituzioni o altre piccole “cosmesi”, ma rivendicando una riforma radicale del sistema fiscale. Insieme a Uil, Confindustria, Confartagianato e Confcommercio abbiamo fatto e continuiamo a fare proposte. Non è un caso che nella manovra varata da Tremonti, sia stata inserita la tracciabilità dei pagamenti e delle fatture, una richiesta soprattutto nostra e un segno di equilibrio che il governo doveva dare: mentre chiedeva sacrifici, si impegnava nel contrasto alla scandalosa evasione fiscale. C’è da lodare Tremonti per questa serietà mostrata. Dato che il ministro dell’Economia sarà ospite al Meeting, spero che ne approfitti per rassicurarci sulle altre richieste che abbiamo fatto.

 

Che cosa avete chiesto a Tremonti?

 

Abbiamo evidenziato la necessità di aiutare le famiglie, specie quelle con persone non autosufficienti a carico; di ridurre le tasse su lavoratori e pensionati, ma anche sulle imprese; di spostare il carico impositivo sui consumi; di combattere gli sprechi e le ruberie; di rivedere tutto l’assetto istituzionale e amministrativo, che è insostenibile nonostante si continui a parlare di federalismo. Spero che queste proposte che facciamo da diverso tempo trovino la sostanza che gli serve e mi appello quindi a Tremonti, perché apra fino in fondo una discussione sul tema. In un paese che vuole litigare su tutto, se lo si facesse su una questione così seria sarebbe persino salutare.

 

È ormai da diversi anni che lei partecipa al Meeting di Rimini. Cosa trova di particolare in questo evento? C’è qualcosa che la colpisce e che la spinge a tornare ogni volta?

 

Naturalmente per me è un evento importantissimo, non solo come segretario della Cisl, ma come persona che riconosce l’importanza di una realtà del mondo cattolico che si sente molto vicina a questo modo di vedere la realtà. Sono davvero tantissimi anni che vengo a Rimini e mi stupisce ogni volta questa realtà che si rinnova costantemente, ma resta sempre se stessa. Della platea di Rimini mi ha sempre impressionato la capacità di ascoltare e di accogliere chiunque, a prescindere dalle tesi che verrà a esporre e dalla sua provenienza.

 

(Lorenzo Torrisi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
26/08/2010 - Tasse sui consumi? No, grazie! (Lorenzo ROMANO)

Caro Bonanni, l'equilibro economico finanza/impresa è saltato in conseguenza delle sprovvedute politiche dei Governi occidentali! Tassare i consumi significa strozzarli, quindi, uccidere il commercio. Il mio suggerimento è di uscire dalla logica IVA che risulta premiante per l'importazione di prodotti indocinesi e slavi (leggi "New Economy & Socialismo" Edizioni Associate, Roma - ISBN 9788826704937 ). Poi, - finalmente - abortire Maastricth e Schengen, bloccare definitivamente l'immigrazione clandestina, annientare le varie chinatown (cancro economico), ecc. Sono questi mali di cui soffre l'economia europea ed italiana! Per ogni straniero che lavora in Italia grazie alle minori pretese economiche ed alla sua produttività extra-sindacale, ci sono due o tre disoccupati indigeni, meglio leggere le statistiche nel modo corretto. L'AD Fiat sta facendo del suo meglio - lo scrissi 2 mesi fa - per compensare le cretinate compiute dagli euroministri i quali hanno svuotato di risorse la nostra nazione limitando la concorrenza industriale e adottando qualcosa di simile al fallimentare COMECON sovietico! La Storia insegna... ma a chi vuole! Parliamone se vuoi! rolo7@tiscali.it

 
22/08/2010 - Il sindacato più vicino ma non il più cercato. (Giuseppe Crippa)

Da questa interessante intervista nella quale Lorenzo Torrisi dà modo a Raffaele Bonanni di esprimersi in termini più accessibili del solito non soltanto sui problemi (FIAT, deroghe ai contratti, tassazione ...) ma anche sui valori specifici di questo sindacato (democrazia economica, sussidiarietà, partecipazione …) emerge chiaramente come questo sindacato sia il più vicino ai valori di libertà e di realizzazione personale anche nel lavoro dipendente cui tutti teniamo. Purtroppo però la mia esperienza di lavoro in una media impresa mi dice che tale percezione non sia adeguatamente condivisa: molti operai hanno ancora una visione antagonista di stampo marxista, molti impiegati credono di poter far più carriera non “contaminandosi” con un sindacato (salvo poi tornare con pretese esagerate nei momenti di difficoltà). Sono convinto che anche tra i lettori di questo articolo ci sarà qualche lavoratore dipendente non iscritto a nessun sindacato o magari iscritto a quello che gli sembra il più forte o che gli offre più servizi: sarei contento se mi spiegasse il perché.