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Lavoro

FIAT/ Treu: cara Fiom, il no al referendum di Mirafiori è il "suicidio" dei lavoratori

Alle 22 di oggi inizieranno le votazioni per il referendum sull’accordo Fiat-sindacati raggiunto per lo stabilimento di Mirafiori. Il commento di TIZIANO TREU

Foto AnsaFoto Ansa

Il referendum è uno strumento rozzo e al tempo stesso delicato, perché mette tutti di fronte a scelte drastiche, senza mezze misure. È una soluzione estrema cui ricorrere quando gli strumenti della democrazia rappresentativa non funzionano più.

Questo è il caso di Mirafiori, come è stato per altre scelte difficili, su argomenti sia contrattuali sia di riforma (si pensi al referendum sulle riforme pensionistiche). Ma proprio perché il referendum è una extrema ratio democratica, va gestito con la massima trasparenza e con piena informazione di tutti. Purtroppo il clima di tensione di questi giorni, alimentato da più parti, Fiom in primis, non ha offerto queste condizioni favorevoli. Ma in ogni caso i risultati del referendum vanno rispettati da tutti. È positivo che un appello in questo senso venga da varie parti, da Susanna Camusso al segretario del Pd Bersani.

L’accordo di Mirafiori richiede sacrifici ai lavoratori e quindi è comprensibile che sollevi resistenze. Ma condizioni di lavoro simili (turni, pause) sono già presenti in altri accordi di crisi. E poi la posta in gioco è il futuro non solo dell’azienda, ma di un settore importante come l’auto. Le conseguenze di una vittoria del no, con conseguente perdita degli investimenti promessi dalla Fiat, sarebbero drammatiche per Torino e provocherebbero il declino inevitabile dell’auto italiana.

È giusto pretendere garanzie sul futuro, a cominciare da una chiarezza maggiore di quanto non abbia fornito il piano industriale di Marchionne. Ma sottrarsi al confronto come fa la Fiom, e non è la prima volta, è irresponsabile. Non si giustifica neppure il rifiuto del referendum con il motivo che esso violerebbe diritti costituzionali. Non è così; a meno di non definire lesioni di diritti ogni modifica dello status quo.

L’indennità integrativa di malattia è un istituto contrattuale non legale, che è modificabile dagli stessi contraenti. Oltretutto la clausola di Mirafiori è più equilibrata di quella di Pomigliano, perché la riduzione dell’indennità è prevista non per tutti i lavoratori, ma solo per quelli che presentano un assenteismo anomalo. Per altro verso, il diritto di sciopero non è violato, se chi firma un accordo si impegna coerentemente a evitare comportamenti che lo contraddicono e lo rendono inutile.