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Lavoro

FIAT/ Treu: cara Fiom, il no al referendum di Mirafiori è il "suicidio" dei lavoratori

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Una terza area di innovazione riguarda la partecipazione dei lavoratori alle vicende aziendali, in generale e in particolare nei casi di crisi. La qualità di un accordo come quello di Mirafiori e la sua incidenza sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori si misureranno su come è gestita l’intesa, con quale coinvolgimento degli interessati e considerazione dei loro concreti interessi.

 

L’insufficiente coinvolgimento è un punto critico, forse il maggiore, delle vicende Fiat e non solo in questo accordo. Altre aziende italiane hanno ottenuto buoni risultati di efficienza senza i traumi della Fiat proprio perché hanno puntato di più sulla partecipazione e sul coinvolgimento di tutti, dipendenti e sindacati. Così l’esperienza di altri paesi, a cominciare dalla Germania, insegna che gli accordi in deroga, stipulati da tempo e spesso gravosi, sono meglio sostenibili in quanto sono partecipati; essi hanno contribuito positivamente alla ripresa produttiva di quel paese. Tanto è vero che oggi in Germania cresce sia l’economia sia l’occupazione; e i sindacati possono pretendere di essere compensati dei sacrifici passati con miglioramenti retributivi e occupazionali.

 

Il dopo referendum deve dunque sollecitare uno sforzo comune di innovazione anzitutto su questi tre punti: regole di rappresentanza, mantenimento e revisione del contratto nazionale, strumenti di partecipazione (su questi esistono già proposte di legge in Parlamento presentate anche da chi scrive). Alle imprese, non solo alla Fiat, si deve chiedere una maggiore capacità innovativa necessaria per la competitività dei prodotti e per la qualità del lavoro.

 

Il governo non può stare alla finestra, come ha fatto finora, lasciando deteriorare i rapporti sindacali e sociali. Deve intervenire con mediazioni equilibrate e offrendo al paese le necessarie scelte di politica industriale, come hanno fatto tutti governi vicini. Ha una responsabilità per la competitività delle imprese e per l’occupazione che deve esercitare con urgenza, a partire dal dopo referendum

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