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FIAT/ La vera svolta che è mancata a Mirafiori

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Marchionne è andato in tv e ha dichiarato di essere disponibile ad aumentare le paghe. Sarebbe importante, allora, se in coda al contratto Mirafiori ci fosse una gratifica legata alla circostanza che la Fiat chiude l'anno in utile. Dividendi non solo per gli azionisti, ma anche per i dipendenti; un bonus per gli operai, anche se infinitamente più piccolo di quello che spetta ai manager. Come Ford, che stacca un assegno di cinquemila dollari. Gimme the money. Modello americano.

 

Un sistema contrattuale fondato sull'azienda, porta con sé una revisione della paga base e uno sventagliamento delle qualifiche in modo da premiare il mestiere, la professionalità. Di tutto questo non c'è traccia. Lo si rimanda al futuro contratto dell'auto o è un rinvio sine die? La Fiom perché presa a disquisire di diritti, Fim e Uilm per consumare la loro rivincita, fatto sta che i sindacati hanno trascurato proprio il cuore del rapporto tra capitale e lavoro: il salario. Lo diceva Smith un secolo prima di Marx. 

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COMMENTI
17/01/2011 - condivido l'articolo e.... (attilio sangiani)

Condivido l'articolo ed anche il commento del lettore che mi precede. Mi permetto di osservare che la svolta della Fiat Mirafiori contiene,potenzialmente,quella personalizzazione del rapporto capitale-lavoro invocato nell'articolo e l'esempio della Olivetti "pre De Benedetti " indicato dal lettore. La base di partenza mi pare sempre quanto sostiene la CISL di Bonanni : passare dalla conflittualità alla collaborazione. Che è come dire : avere sullo sfondo il modello cooperativo in una economia di mercato ,raggiunto per la via,assai lunga,della trattativa,senza violenza e fughe in avanti utopistiche. Del resto Marchionne può promettere solo quello che l'economia di concorrenza globalizzata può consentire. Sullo sfondo,poi,c'è sempre il problema del " governo della economia globale ",oggi alla mercè di " bande" potenti ed anarchiche,come quelle che non solo anticipano ma provocano crisi come quella greca ....

 
17/01/2011 - Monetizzare e distribuire (Stefano Fugazza)

Condivido il principio. Servono nuovi modelli partecipativi attraverso cui redistribuire gli utili derivanti da aumenti della produttività, che non necessariamente devono finire in busta paga. Meglio utilizzare la leva fiscale e prevedere un sistema di voucher e casse mutue interne per l'erogazione di servizi a favore delle famiglie degli operai. Il vecchio modello di Adriano Olivetti o il più recente di Luxottica possono segnare la strada.