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Lavoro

FIAT/ Tiraboschi: c'è un modo per colpire al "cuore" la Fiom

Dopo 40 anni dallo Statuto dei lavoratori e con la vicenda Fiat, spiega MICHELE TIRABOSCHI, è tempo di avviare delle riforme nel mondo del lavoro

Foto AnsaFoto Ansa

Invece di appiattirsi sulla vicenda Fiat - che, per quanto straordinaria, ha contorni del tutto peculiari e irripetibili per la quasi totalità delle imprese italiane - basterebbe avere un po’ di memoria storica per ricordarci come, solo pochi anni fa, con l’avviso del processo di modernizzazione del nostro sistema di relazioni industriali, la Fiom-Cgil intendesse affidare al peso “politico” di un referendum tra i lavoratori del settore il compito di validare o meno la prima intesa separata tra Federmeccanica, Cisl e Uil sul rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici.

Nel minacciare il ricorso sistematico ai tribunali, per smontare pezzo dopo pezzo i contenuti delle intese di Pomigliano e Mirafiori, la Fiom-Cgil rinnega ora questa prospettiva ritenendo evidentemente irrilevante il giudizio della maggioranza dei lavoratori che in democrazia, ricordiamolo, è semplicemente il 50% più uno. Che cosa possa aggiungere ora una regolamentazione della rappresentanza sindacale, come propongono Cgil e Fiom, è difficile capire. Una legge sindacale che formalizzasse la regola maggioritaria non cambierebbe di certo gli esiti dei referendum di Mirafori e Pomigliano.

Tanto meno consentirebbe di comporre le tensioni e le profonde divisioni tra Cisl e Uil, da un lato, e Cgil, dall’altro lato, con una Fiom che, accentuando sempre più la propria vocazione di attore politico più che sindacale opera come battitore libero a tutto campo. Tensioni e divisioni che hanno radici profonde, ben al di là e ben prima del caso Fiat, e che vanno ricondotte a una diversa visione del ruolo dell’impresa, dalla Fiom vista come disvalore, e del sindacato stesso nella società.

A fronte di queste contrapposizioni - come già ricordava dieci anni fa Marco Biagi, nell’articolo che ripubblichiamo in questo numero di www.cuorecritica.it, proprio a commento della prima intesa separata sul contratto dei metalmeccanici - una legge sulla rappresentanza non solo non aiuterebbe a risolvere il problema, ma finirebbe anzi, molto probabilmente, per inasprire e ingigantire irreparabilmente le divisioni all’interno del sindacato legittimato a quel punto - come è nelle corde della Fiom-Cgil e come dimostra la vicenda Fiat - a chiamare sistematicamente in causa il giudice per ribaltare in sede giudiziaria gli esiti di una intesa separata o di una consultazione referendaria non gradita (non sarebbe forse possibile ritenere un referendum illegittimo, per vizi del consenso dei lavoratori, se si accedesse, come nel caso Fiat, alla tesi Fiom del ricatto? E non vi sarebbero forse nel nostro Paese giudici del lavoro pronti ad avallare, in chiave politica, questa tesi?).


COMMENTI
21/01/2011 - bene il Governo (attilio sangiani)

Per Governo si intendono i ministri "economici" : Sacconi,Tremomti,.... Speriamo non prevalgano gli sconfitti dalla Storia.come gli ex-comunisti,convertiti al capitalismo selvaggio,ma ancorati ai privilegi statalistici in Italia.