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FIAT/ Tiraboschi: c'è un modo per colpire al "cuore" la Fiom

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Che sia così lo dimostra inequivocabilmente la vicenda della rappresentanza al Cnel e nei vari organismi istituzionali, dove il ricorso alla magistratura è diventato un appuntamento fisso al termine di ogni iter amministrativo volta a misurare il peso e la rappresentatività sindacale. E lo dimostra anche - come puntualmente segnalava Marco Biagi a margine della vicenda dell’accordo separato dei metalmeccanici - l’esperienza comparata. Su tutti il caso statunitense, spesso richiamato da Pietro Ichino a sostegno della sua proposta di legge sindacale, dove la legislazione del new deal ha cercato di favorire l’ingresso dei sindacati nelle aziende impedendo, al tempo stesso, la concorrenzialità tra diverse organizzazioni sindacali mediante la regola maggioritaria. Il risultato catastrofico di questa legislazione di sostegno è sotto gli occhi di tutti se è vero che, negli Stati Uniti, il sindacato americano è diventato un attore del tutto marginale.

 

Altra cosa è il problema dell’efficacia generale dei contratti collettivi, specie di quelli come Fiat sottoscritti a livello aziendale. Ma anche qui, ancora una volta, è l’esperienza comparata che indica come sia del tutto inconferente, specie per Paesi a noi vicini per tradizione giuridica e cultura di relazioni sindacali, una legge sulla rappresentanza. Come per esempio in Francia e Germania, dove la decisione di rendere i contratti collettivi vincolanti per tutti i lavoratori, a prescindere dall’adesione o meno al sindacato stipulante, è rimessa alla valutazione discrezionale - e insindacabile - del Ministro del Lavoro.

 

Saggia pare dunque la decisione del Governo di non intervenire in una materia retta, da oltre sessant’anni, dal principio costituzionale di libertà sindacale e di rendersi al contempo disponibile a recepire in legge un’eventuale intesa sulla rappresentanza, ma solo ove raggiunta unitariamente tra tutte le maggiori organizzazioni sindacali. Ciò che si chiede al Governo semmai, dopo il consolidamento della misura di detassazione agevolata a sostegno degli accordi aziendali e territoriali di produttività, è una decisa accelerazione sul tema della regolazione e incentivazione delle forme partecipative dei lavoratori alle decisioni d’impresa secondo decisioni libere e responsabili delle parti.


COMMENTI
21/01/2011 - bene il Governo (attilio sangiani)

Per Governo si intendono i ministri "economici" : Sacconi,Tremomti,.... Speriamo non prevalgano gli sconfitti dalla Storia.come gli ex-comunisti,convertiti al capitalismo selvaggio,ma ancorati ai privilegi statalistici in Italia.