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Lavoro

I talenti in rosa si trattengono così

Banche e assicurazioni stanno già stanziando fondi interprofessionali per valorizzare le risorse femminili nelle aziende

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Sei milioni di euro per la valorizzazione delle risorse femminili in azienda. Il Fondo interprofessionale di banche e assicurazioni (Fba) ha presentato in dicembre un nuovo avviso di finanziamento, unico nel suo genere in Italia, in quattro diversi ambiti: genere, stereotipi e pari opportunità; organizzazione del lavoro e benessere organizzativo; crescita dei talenti femminili, empowerment e leadership; negoziare la conciliazione. Partendo dal presupposto che l’introduzione e il rafforzamento di una cultura di gestione della diversità di genere è strumento per dare maggiore competitività all’azienda, il finanziamento fa leva sul potenziale inespresso, anche da un punto di vista economico.

“Parlare di donne e uomini ai vertici è importante, perché non è un tema femminile ma aziendale - ha spiegato durante la presentazione dell’avviso Angelo Carletta, Responsabile Relazioni Industriali e Politiche del Lavoro Unicredit, che è anche nel direttivo di Fba - la dispersione del talento è un danno per l’azienda”. La diversità peraltro non è legata solo al genere, ma in questo bando di finanziamento può essere intesa in un senso più amplio, come ha spiegato Simone Innocenti, direttore risorse umane Axa Assicurazioni, che ha appena ottenuto un finanziamento: “Abbiamo fatto una serie di analisi e riflessioni sul concetto di diversità, come fattore di competitività. Partendo da un dato: i nostri clienti non solo sono uomini, ma uomini e donne e peraltro provenienti da diverse etnie, quindi dobbiamo avere nel nostro dna un concetto di diversità molto ampio, che non è solo di genere ma anche culturale, etnico e altro. Anche perché le donne non vogliono essere ‘dei panda’, non vogliono essere protette o supportate; vorrebbero solo avere eguali diritti e chance. I piani di formazione sono quindi dedicati sia a uomini che a donne, perché siamo convinti che l’apprendimento passi dalla condivisione del problema o dell’esistenza di stereotipi”.

Se per dimensioni e inquadramento, quello bancario e assicurativo è già un mondo evoluto in termini di gestione delle risorse, vero è che in termini di occupazione femminile i margini di miglioramento non mancano: se in ingresso - nei principali gruppi bancari - ormai la percentuale di assunti è del tutto paritetica tra uomini e donne, più si sale di ruolo e di mansione e più questa quota iniziale del 50% di assottiglia, passando a un 40% per i quadri, a un 30% circa per i manager e a un esile 10% per i top manager. Un problema sul quale i sindacati sono pronti a un confronto costruttivo: “La donna che può scegliere e si realizza nel lavoro raggiunge una soddisfazione che è una ricchezza anche per l’azienda per la quale lavora - ha spiegato Elena Iazzi della Fisac-Cgil durante la presentazione dell’avviso - Il punto è quindi di capire come incentivare l’occupazione femminile, non solo in quantità, ma anche in qualità, perché se non presidiata rischiamo di pagarla poi nei percorsi professionali delle donne inserite”.