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Lavoro

LAVORO/ Colli-Lanzi (Gi Group): ha ragione Marchionne, basta con l’industria “statalizzata”

Il 2011 sarà un anno positivo per il lavoro in Italia. Ma, spiega STEFANO COLLI-LANZI, ci sarebbero molti cambiamenti da fare nel nostro Paese

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

Il 2011 è appena cominciato e promette un andamento positivo dell’economia. E si spera che questo possa far diminuire il tasso di disoccupazione, anche se, come ci spiega Stefano Colli-Lanzi - amministratore delegato di Gi Group, una delle principali agenzie per il lavoro in Italia -, nei primi mesi potrebbe addirittura salire. Ciò nonostante, per rilanciare l’occupazione, specialmente giovanile, nel nostro Paese resta comunque molto da fare.

 

Che prospettive vedete per il mercato del lavoro nel 2011?

L’economia nel 2011 è prevista in crescita, seppur moderata, sperando che le vicende politiche non abbiano influenze negative in questo campo. Può darsi che nei primi mesi dell’anno la disoccupazione cresca ancora, a causa degli ammortizzatori sociali che andranno a scadere, ma ci attendiamo complessivamente nell’anno un calo del numero dei disoccupati e dei cassaintegrati.

Quali sono i settori che andranno meglio?

Credo che a soffrire maggiormente saranno quelli legati alla pubblica amministrazione, mentre mi aspetto una crescita per l’industria, in particolare nell’automotive e nei settori orientati all’export verso i paesi che stanno registrando una forte crescita come, per esempio, il Brasile. In ogni caso, più che i particolari settori, credo che a far la differenza sarà la strategia aziendale. Alcune imprese che non sono più in grado di stare sul mercato chiuderanno. Ci sarà una sorta di “selezione”, indipendentemente dal settore di appartenenza.

Continuerà il trend positivo della somministrazione del lavoro registrato nel 2010?

Nel momento in cui c’è una crescita dell’occupazione, c’è senz’altro un aumento della somministrazione, anche perché provenendo da un momento di crisi il fabbisogno di flessibilità tende a salire. Spero che cresca la consapevolezza che insieme alla flessibilità è necessaria anche la sicurezza per il lavoratore (la cosiddetta flexicurity) e trovo che il lavoro intermediato, soprattutto a tempo indeterminato, con uno strumento innovativo come lo staff leasing, permetta una flexicurity maggiore di un contratto a termine gestito direttamente dall’impresa. Lo staff leasing, infatti, stimola le agenzie per il lavoro a investire sulla crescita professionale e la formazione delle persone, che diventano loro dipendenti.

Gli ultimi dati parlano di un’alta e crescente disoccupazione giovanile in Italia. Secondo lei, perché per i giovani è così difficile entrare nel mercato del lavoro?