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LAVORO/ Colli Lanzi (Gi Group): vi spiego le riforme per creare più occupazione

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Creando condizioni chiare e progressivamente costose per l’amovibilità del dipendente. Rendendo anche obbligatorio per l’azienda che rescinde il contratto di lavoro l’investimento a supporto del ricollocamento del lavoratore. Infatti, quando una persona viene lasciata a casa, oltre al supporto monetario necessita anche di quello degli intermediari per trovare una nuova occupazione. Fatto questo, si può intervenire anche sui contratti a tempo determinato.

 

In che modo?

 

Se il contratto a tempo indeterminato assume questa fisionomia, quello a tempo determinato ritrova il suo scopo originario: gestire rapporti di lavoro limitati nel tempo. Per far sì che la persona sia più tutelata, dato che potrebbe avere periodi di disoccupazione tra un lavoro e un altro, penso sia importante che questi contratti siano gestiti attraverso la somministrazione e il supporto delle Agenzie per il lavoro. Alla fine, avremo meno contratti a termine di oggi, ma non perché viene meno la possibilità di farli, ma perché si riduce il loro scopo di “surrogati” del tempo indeterminato.

 

Un primo cambiamento nel mercato del lavoro sembra averlo portato l’articolo 8 della manovra finanziaria. Cosa ne pensa?

 

Forse le possibilità per la contrattazione aziendale previste dall’articolo 8 sono un po’ eccessive, contando che si potrebbe intervenire su tutto, tranne che sulla Costituzione e le normative europee. Tuttavia, trovo che rappresenti una grande opportunità, perché permette di fare sperimentazioni. Il cambiamento che ho descritto prima, fatto di colpo potrebbe spaventare chiunque. Invece, la possibilità di sperimentarlo a livello aziendale, tramite un accordo tra le parti, può far vedere i concreti risvolti pratici, che possono magari aiutare chi poi deve fare le leggi a prendere le migliori decisioni.

 

L’articolo 8 si dice (almeno questa è la posizione di Marchionne) sia stato depotenziato dall’accordo tra Confindustria e sindacati siglato il 21 settembre. Pensa che questi due soggetti abbiano tenuto una posizione troppo conservativa?

 

Secondo me, sì. Ritengo che quell’accordo non sia stato positivo, perché rappresenta una marcia indietro rispetto alle potenzialità che porta con sé la contrattazione aziendale. Tuttavia, confido che al di là delle posizioni “di facciata” ci sia l’effettiva volontà, da parte di imprese e sindacati, almeno a livello aziendale o territoriale, di cominciare a utilizzare maggiormente i contratti di secondo livello.

 

Nella manovra finanziaria c’è anche una norma (l’articolo 11) che ha messo dei limiti all’utilizzo dei tirocini. Ritiene che siano eccessivi?

 

La pensa così anche chi ha scritto la Circolare che lascia molto spazio alle Regioni per disciplinare nuovamente le regole del tirocinio. Credo che l’articolo 11 sia stato fatto per far sì che l’accordo sull’apprendistato fosse sottoscritto da tutte le parti sociali. E il legame tra apprendistato e tirocini non finisce qui.

 

Perché?


COMMENTI
04/11/2016 - Commento (francesco taddei)

Qualcuno glielo spiega che più' precari non significa più' occupazione?