BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

PENSIONI/ Età pensionabile a 67 anni: ecco cosa potrebbe decidere il Consiglio dei ministri di oggi

Le misure allo studio per la riforma delle pensioni che dovrebbe arrivare oggi non sembrano essere comunque “drastiche” e non dovrebbero portare a grossi risparmi immediati

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

Le pensioni tornano al centro del dibattito politico italiano. Una riforma, con un innalzamento dell’età pensionabile sembrava dover arrivare durante la manovra finanziaria estiva, ma poi l’opposizione di Lega Nord e sindacati aveva fatto cambiare idea all’esecutivo. Ora, però, complici anche le pressioni europee per l’Italia affinché adotti misure per lo sviluppo, pare che ci sarà un intervento per portare l’età pensionabile a 67 anni (così almeno ha annunciato ieri Silvio Berlusconi). Qualcosa di più in merito si capirà dopo il Consiglio dei ministri straordinario che è stato convocato per oggi alle 18:00, nel corso del quale saranno discusse “misure conseguenti al Consiglio europeo di ieri e in vista del prossimo Consiglio europeo di mercoledì”, come annunciato il comunicato odierno di Palazzo Chigi. Le misure allo studio per la riforma delle pensioni non sembrano essere comunque “drastiche” e non dovrebbero portare a grossi risparmi immediati, quanto a un equilibrio maggiore dei conti per il futuro, in modo che il percorso verso il pareggio di bilancio (previsto nel 2013) non incontri grossi ostacoli. Una delle ipotesi è quella di anticipare il già previsto agganciamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita dal 2013 all’anno prossimo. Altra possibilità è quella di anticipare (magari già dall’anno prossimo in maniera “secca” e non graduale) l’aumento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato da 60 a 65 anni: un percorso che al momento dovrebbe concludersi nel 2032. Un altro intervento potrebbe riguardare le pensioni di anzianità, per cercare di scoraggiare coloro che intendono andare in pensione a meno di 60 anni, avendo però accumulato già 40 anni di contributi. L’idea sarebbe quella di fissare un’età minima per le pensioni di anzianità: 65 anni per chi ha almeno 35 anni di contributi e 60 anni per chi ne ha 40. Ma non è escluso che la soglia possa essere portata a 67 anni, dato che è a questa età che ha fatto riferimento il Presidente del Consiglio (anche se non ha specificato se stesse facendo riferimento alle pensioni di anzianità o di vecchiaia). Ovviamente ci sarà da vincere l’opposizione della Lega Nord, oltre che dei sindacati, specialmente quelli che finora hanno tenuto un comportamento responsabile nei confronti delle misure messe in campo dal governo.