BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IL CASO/ 1. Santini (Cisl): la mia verità su pensioni e licenziamenti in Italia

José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy (Foto Ansa) José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy (Foto Ansa)

In realtà, la reintegra è molto “teorica”, nel senso che i fatti dimostrano che il 90% delle cause per licenziamenti senza giusta causa finisce dopo 5-6 anni con una transazione economica, spesso di notevole entità. Mi sembra quindi poco opportuno far diventare quel 10% di cause vinte con la reintegra, seppur dotato di grande valenza simbolica, un elemento su cui fondare una politica per rendere più flessibile il mercato del lavoro. Certo, ci sarebbe una possibilità intermedia.

 

Quale?

 

Penso che l’Italia sia ormai matura per passare a un sistema già vigore in altri paesi, come la Germania, dove al giudice viene data dalla legge la possibilità di scegliere tra reintegra e indennizzo. Governo e Parlamento potrebbero quindi apportare questa miglioria nella nostra legislazione, rendendo “normale” quel che di fatto avviene già nei tribunali. Mi sembra però che ci sia un clima politico troppo avvelenato per farlo. Credo sia meglio quindi spegnere i riflettori su questo tema e concentrarsi su ammortizzatori sociali, politiche attive, outplacement: tutti strumenti che in questi tre anni di crisi, faticosamente ma proficuamente, sono stati messi in campo.

 

Passando al tema delle pensioni, tutti i sindacati sembrano contrari a ogni sorta di intervento. Perché?

 

Sulle pensioni dal ‘95 in poi ci sono stati continui interventi: il risultato è che abbiamo un sistema previdenziale tendenzialmente in equilibrio, perché sono stati migliorati i tre fattori fondamentali di potenziale squilibrio. Il primo riguardava il sistema retributivo, che era quello che caricava sull’ultima parte della vita lavorativa il valore della pensione. Ora, con il passaggio al sistema contributivo, si riceve in base a quanto si è versato. Tanto che ci sarà un problema (che si farà vedere nel momento di andare in pensione) per i giovani che hanno periodi di inattività o un ingresso tardivo nel mondo del lavoro.

 

Quali sono gli atri due fattori di squilibrio che sono stati sistemati?

 

Il secondo era l’allungamento della vita media; ora, però, c’è già dallo scorso anno l’adeguamento automatico triennale dell’età pensionabile in base alle aspettative di vita. Il terzo riguarda la differenza di età tra uomini e donne, già colmata nel pubblico, e che gradualmente sparirà anche nel privato. Detto questo, non ci sono molti altri squilibri, anche per quel che riguarda le pensioni di anzianità.

 

Eppure è su quest’ultime che ci sono stati più attriti all’interno della maggioranza.


COMMENTI
27/10/2011 - Con questi PdL e PD non sarà mai possibile (Giuseppe Crippa)

A mio avviso Santini ha ragione sull'opportunità di affidare ad un giudice imparziale la possibilità di scegliere tra reintegro del posto di lavoro o indennizzo, valutando caso per caso e stabilendo l'ammontare dell'indennità. E sarebbe bene, aggiungo io, estendere questo meccanismo anche ai lavoratori delle piccole aziende. Santini stesso riconosce che il clima politico è troppo avvelenato per permettere al Parlamento di legiferare serenamente in proposito. Qui però si sbaglia: non è un problema di clima politico, ma di sistema. Questo bipolarismo violento, così amato sia dal PdL che dal PD, non funziona, né mai funzionerà.