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Lavoro

IL CASO/ 1. Santini (Cisl): la mia verità su pensioni e licenziamenti in Italia

Nella sua lettera all’Ue, il Premier Berlusconi ha promesso anche interventi in tema di pensioni e licenziamenti. Il commento di GIORGIO SANTINI, Segretario generale aggiunto della Cisl

José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy (Foto Ansa)José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy (Foto Ansa)

La lettera di Silvio Berlusconi indirizzata a Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo, e a José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Ue, è giunta a Bruxelles, corredata delle misure che il governo italiano intende adottare per “una finanza pubblica - recita il testo della missiva - sostenibile e per creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita. I singoli punti sono corredati da un calendario per la loro concreta applicazione”. Dalle indiscrezioni di queste ore sembra che tra i singoli provvedimenti promessi dall’esecutivo ci sia l’innalzamento graduale dell’età pensionabile, sia per gli uomini che per le donne, a 67 anni (che entrerà a regime dal 2026), oltre a norme per rendere più flessibile il mercato del lavoro e agevolare il licenziamento nelle imprese in forte crisi. Per commentare queste misure abbiamo interpellato Giorgio Santini, Segretario generale aggiunto della Cisl.

Partiamo dalle misure relative ai licenziamenti: cosa ne pensa? I lavoratori saranno più a rischio?

Occorrerà vedere nel concreto quali provvedimenti prenderà il Governo. Per ora nella missiva si fa riferimento a un generico intervento entro la metà dell’anno prossimo che sembra muoversi nella direzione già indicata dalla Bce nella sua lettera all’Italia dello scorso 5 agosto. Occorre però fare informazione sul tema dei licenziamenti, perché forse non è ben chiaro in che modo possono avvenire nel nostro Paese.

Ci spieghi allora.

Al momento esiste le legge 223/91 che regola i licenziamenti collettivi nei casi di riduzione, trasformazione o cessazione dell’attività aziendale e che prevede l’utilizzo della mobilità e di strumenti che riescono in qualche modo a rispondere sia alle esigenze delle imprese che ai bisogni dei lavoratori. Altra questione è quella che riguarda i licenziamenti individuali senza giusta causa (un numero molto modesto rispetto al totale), che chiamano in causa il famoso articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

È forse qui che si vuol cercare di intervenire, magari trasformando il diritto alla reintegra nel posto di lavoro nella possibilità di erogazione di un indennizzo da parte dell’impresa.


COMMENTI
27/10/2011 - Con questi PdL e PD non sarà mai possibile (Giuseppe Crippa)

A mio avviso Santini ha ragione sull'opportunità di affidare ad un giudice imparziale la possibilità di scegliere tra reintegro del posto di lavoro o indennizzo, valutando caso per caso e stabilendo l'ammontare dell'indennità. E sarebbe bene, aggiungo io, estendere questo meccanismo anche ai lavoratori delle piccole aziende. Santini stesso riconosce che il clima politico è troppo avvelenato per permettere al Parlamento di legiferare serenamente in proposito. Qui però si sbaglia: non è un problema di clima politico, ma di sistema. Questo bipolarismo violento, così amato sia dal PdL che dal PD, non funziona, né mai funzionerà.